Sapere Scienza

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Giovanni Di Guardo

Giovanni Di Guardo

Giovanni Di Guardo si è laureato in Medicina Veterinaria nel 1982 presso l'Università di Bologna e ha ottenuto nel 1995 la qualifica di "Diplomato del Collegio Europeo dei Patologi Veterinari". Già Docente di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso l'Università degli Studi di Teramo, è autore di oltre 500 lavori scientifici, 150 dei quali pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed. Nutre uno spiccato interesse nei confronti della patologia comparata e della ricerca sulle malattie animali quali potenziali modelli di studio nei confronti delle controparti lesive proprie della specie umana, come l’infezione da SARS-CoV-2.

Recentemente in Botswana e in Sudafrica è avvenuta l’identificazione dell’ennesima variante del SARS-CoV-2, la variante Omicron, ma sembra circolasse già da diversi giorni sia nei Paesi Bassi che negli USA. Nel frattempo si sta assistendo a un graduale aumento del numero delle specie domestiche e selvatiche naturalmente o sperimentalmente suscettibili…
Sono un veterinario che per quasi vent’anni ha insegnato Patologia generale e Fisiopatologia veterinaria all’Università di Teramo. Per questo, mantenendo fede all’identità culturale appannaggio della categoria professionale cui mi vanto di appartenere, mi preme sottolineare che l’origine storica delle prime Facoltà di Medicina Veterinaria nel Vecchio Continente – nate in…
Secondo un lavoro appena pubblicato in forma di preprint, ovvero non ancora sottoposto a peer review (“revisione tra pari”), il betacoronavirus responsabile della Covid-19, SARS-CoV-2, sarebbe emerso nel 2019 in Cina differenziandosi in due distinti “lineages”, A e B, il secondo apparentemente più diffuso rispetto al primo e circolante ab…
In questi giorni si sta riaccendendo il dibattito sull’origine di SARS-CoV-2: prende vigore l’ipotesi che il virus abbia avuto origine nei laboratori dell’Istituto di Virologia di Wuhan, dove tre ricercatori avrebbero sviluppato i sintomi della malattia già a novembre 2019, un mese (almeno!) prima che la Cina comunicasse l’avvenuta identificazione…

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