Sapere Scienza

Sapere Scienza
Ettore Perozzi

Ettore Perozzi

Laureato in Fisica, si occupa professionalmente di scienze planetarie, missioni spaziali e divulgazione scientifica. Ha scritto articoli e libri di astronomia per ragazzi e per il grande pubblico. E’ socio fondatore della libreria asSaggi. L’asteroide n. 10027 porta il suo nome.

Se incuriositi dal bizzarro nome della missione appena partita alla volta del pianeta Mercurio avete aperto Wikipedia, l'incipit è di quelli che lasciano senza fiato: Giuseppe Colombo, detto Bepi, è stato un matematico, fisico, astronomo, ingegnere e accademico italiano di fama internazionale. È raro in effetti trovare persone che riescono a incarnare al di là delle classificazioni accademiche la fondamentale unità della scienza e il motore che la spinge: la curiosità avida.

Prevedere cosa ci porterà il futuro è sempre un azzardo. Anche se si è seri e pignoli come Stanley Kubrik, che per realizzare il celeberrimo “2001 Odissea nello Spazio” aveva intervistato praticamente tutta la NASA. Il film uscì nel 1968, quando nell’arco di appena un decennio si era passati dallo sparare una palla di cannone in orbita attorno alla Terra, a raggiungere la Luna con una piccola astronave. Quel Natale Jim Lovell, lesse i primi versi della Genesi dalla navicella Apollo 8: un messaggio pieno di speranza e di pace in diretta dallo spazio circumlunare. Con queste premesse era scontato prevedere che trent’anni dopo avremmo avuto voli commerciali per lo spazio, una grande stazione orbitante (con tanto di hotel al suo interno) e basi lunari, così come appaiono nelle magnifiche scene iniziali del film. Non è andata così: da quasi cinquant’anni nessun umano si è più spinto oltre i 400 km di altitudine dove orbita la Stazione Spaziale Internazionale – un avamposto piccolo e spartano, ben lontano dai fasti kubrikiani.

Cosa gira attorno ai pianeti? In questo periodo molto interesse e molti interessi. Molto interesse perché non stiamo parlando della manciata di corpi celesti tondeggianti in orbita intorno al Sole, ma delle migliaia scoperti attorno a altre stelle: gli “esopianeti”. Il fatto è che non aver trovato vita nel sistema solare, nemmeno una zanzara, è stata una delusione colossale.

Il caso di TRAPPIST-1 - così si chiama il nuovo sistema planetario scoperto di recente e balzato subito agli onori della cronaca - è esemplare nel senso che rappresenta sicuramente un bel passo in avanti nella ricerca di vita nell’Universo, ma non di più. Purtroppo per il tanto atteso annuncio bisogna ancora aspettare.

Il Nobel a Bob Dylan ha rappresentato un improvviso allargamento degli orizzonti, una contaminazione tra diversi generi letterari, l’entrata del songwriting dalla porta principale della cultura mondiale. Un evento epocale che ha lasciato letteralmente senza parole anche una raffinata interprete come Patti Smith - tradita dall’emozione durante il cerimoniale. Una scelta che ha fatto molto discutere, come sempre succede quando si infrangono tradizioni consolidate. E’ ciò che in campo astronomico vediamo accadere nel caso degli asteroidi e delle comete, le cui definizioni un tempo così nette attraversano oggi una crisi profonda.

Sono gli anni ’80 e uno spettro si aggira per l’Italia. E’ il SAX - Satellite per Astronomia X, la prima missione scientifica nazionale, progetto ambizioso e controverso che giungerà sulla rampa di lancio solo nel 1996 rivelandosi, nonostante i ritardi e le polemiche, un successo clamoroso.

tirelli

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