Sapere Scienza

Sapere Scienza
Ettore Perozzi

Ettore Perozzi

Laureato in Fisica, si occupa professionalmente di scienze planetarie, missioni spaziali e divulgazione scientifica. Ha scritto articoli e libri di astronomia per ragazzi e per il grande pubblico. E’ socio fondatore della libreria asSaggi. L’asteroide n. 10027 porta il suo nome.

Sono gli anni ’80 e uno spettro si aggira per l’Italia. E’ il SAX - Satellite per Astronomia X, la prima missione scientifica nazionale, progetto ambizioso e controverso che giungerà sulla rampa di lancio solo nel 1996 rivelandosi, nonostante i ritardi e le polemiche, un successo clamoroso.

L’eclissi parziale di Sole del mese scorso ha avuto un seguito enorme, giungendo a sbancare i negozi per appassionati di astronomia abituati in genere a vendite di nicchia: gli occhiali protettivi e le pellicole filtranti sono andate letteralmente a ruba. La capacità di predire le eclissi di Sole e di Luna fu uno dei primi successi della scienza: merito degli antichi Caldei, un popolo stanziatosi in Mesopotamia circa 2500 anni prima di Cristo.

Gli astronomi vivono in una perenne schizofrenia: devono lavorare di notte ma lottano per estrarre fino all'ultimo fotone dai loro sofisticati strumenti, puntano i telescopi su galassie formate da centinaia di miliardi di stelle ma rifuggono le fioche luci di una città, studiano i fenomeni più energetici dell’Universo ma basta una piccola vibrazione per mandare a monte le loro osservazioni. E' inevitabile per chi dipende, anche nel proprio lavoro, da quel fenomeno che da sempre pervade le nostre vite e l’Universo intero, tanto da ritrovarlo all'inizio di ogni genesi: la luce.

Che Marte sia un posto tosto lo si è capito sin dagli inizi dell’esplorazione spaziale. Anche solo riuscire a mettere in orbita una sonda attorno al Pianeta Rosso non è mai stato facile e i fallimenti non si contavano (nei tempi più bui, è arrivato a fallire il 50 per cento dei tentativi). L'ultimo, in ordine cronologico, quello della sonda giapponese Nozomi che, a corto di carburante, non ha potuto frenare la sua corsa e si è dovuta accontentare di un breve e lontano sorvolo. Ma se Marte è molto tosto la razza umana è altrettanto testarda.

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