Sapere Scienza

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Cocco, cocco bravo

4 Agosto 2014 di 

Il 95 per cento dei 50 miliardi di noci di cocco raccolte ogni anno nel mondo è posseduto da circa 10 milioni di coltivatori, che guadagnano meno di 2 dollari al giorno. Sarebbe possibile raddoppiare il loro guadagno? Sì, con l’idea di Elisa Teipel, ingegnere meccanico e fondatrice, insieme ad altri colleghi, della Essentium Materials (con sede in Texas e alle Filippine): utilizzare i gusci delle noci di cocco. 

 

Riutilizzare i gusci delle noci 

Le loro fibre infatti possono essere mescolate a plastica riciclata. Si ottiene così un materiale adatto a essere trasformato in tantissime cose: dalle parti di auto alle fioriere, passando per gli attrezzi da cucina. Il materiale è più resistente e duraturo della sola plastica e contiene un antibatterico naturale grazie alla presenza della lignina. I ricercatori hanno calcolato che sostituendo le fibre di poliestere con il cocco si potrebbero risparmiare da 2 a 4 milioni di barili di petrolio (un barile corrisponde a 158,99 litri) che comportano un’emissione di anidride carbonica (uno dei gas serra) annuale di 450 mila tonnellate. La fibra di cocco ha una caratteristica molto interessante per l’industria: si allunga del 25-40 per cento ed è particolarmente adatta ai pezzi stampati da usare all’interno delle auto. Infatti la Ford Focus elettrica l’ha utilizzata per il vano della batteria e altre case automobilistiche si stanno mostrando interessate. E per la cucina, negli USA, sono in vendita le prime assi per tagliare carni e verdure: si chiamano Coco-Poly.

Monica Marelli

Fisica, giornalista freelance e autrice di numerosi libri di divulgazione scientifica.


www.monicamarelli.com

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