Sapere Scienza

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Meno comunicazione = più vittime

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Perché il bilancio delle vittime delle catastrofi naturali peggiora sempre più, nonostante aumentino le nostre conoscenze scientifiche? Uno dei motivi è la carenza di comunicazione e comprensione dei fatti da parte del pubblico.

 

Chi sa che i terremoti… ?

A un recente convegno il presidente della Rete Universitaria dei Laboratori di Ingegneria Sismica ha affermato che si possono inventare le migliori tecnologie nel campo della riduzione del rischio sismico, ma che se i cittadini non le conoscono e non le applicano sono di fatto inutili. Nel campo medico, se viene scoperto un nuovo farmaco efficace contro una malattia, le industrie lo mettono in produzione e la notizia viene rapidamente diffusa fino al livello dei medici di base. Alla sismologia e all’ingegneria sismica mancano questi capillari canali di diffusione delle conoscenze. Quanti cittadini sanno che esiste in Italia un Piano per la riduzione del rischio sismico le cui attività magari in questo momento stanno interessando il loro Comune? Eppure un terremoto è una cosa che riguarda tutti da molto, molto vicino.

 

Combattere il complottismo

Si sta cercando, tuttavia, di colmare queste lacune informative. Il Dipartimento della Protezione Civile, con l'aiuto di volontari, ha per esempio lanciato la campagna Io non Rischio, un primo tentativo di incontrare i cittadini nelle piazze per parlare del terremoto e delle altre catastrofi naturali come di una malattia, una malattia grave ma curabile. C'è ancora molto da fare, ma è necessario muoversi verso una informazione semplice e corretta, per non lasciare il campo, alla voce "cause di un terremoto", a quelle ipotesi più fantasiose, che vanno dal "minaccioso" HAARP (che tra l’altro sembra aver chiuso i battenti qualche mese fa) alle scie chimiche, per finire alla recente, balzana, idea che i terremoti avvengano perché sul pianeta si muovono 7 miliardi di persone.

 

Responsabilità in prima persona

Alle persone a volte piace pensare che i terremoti o altre catastrofi siano colpa di un complotto o comunque al di fuori del proprio controllo. È sgradevole accettare l'idea che a trasformare un fenomeno naturale in una catastrofe sia la somma delle scelte di ciascuno di noi: quando si compra una casa, c'è qualcuno che chiede una verifica per sapere se è antisismica o magari sia stata costruita abusivamente in aree a rischio idrogeologico e poi condonata? Come scrisse Rousseau a Voltaire nella lettera sul terremoto di Lisbona del 1755: “la natura non aveva affatto riunito in quel luogo ventimila case di sei o sette piani, e se gli abitanti di quella grande città fossero stati distribuiti più equamente sul territorio e alloggiati in edifici di minor imponenza, il disastro sarebbe stato meno violento o, forse, non ci sarebbe stato affatto”.

Marco Mucciarelli

Laureato in Fisica, dal 1998 è stato professore associato di Geofisica della Terra Solida presso l'Università della Basilicata. Dal luglio 2012 è stato Direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale. Si è occupato di sicurezza sismica di grandi strutture, sismicità indotta e microzonazione sismica. Scomparso nel 2016, è stato un divulgatore brillante, che si è speso con passione per aumentare la consapevolezza sul rischio sismico in Italia.

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