Sapere Scienza

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Nanobastoncini d'oro che fanno a pezzi il tumore

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Una delle principali difficoltà nella lotta al cancro consiste nell'attaccare con farmaci o con la radioterapia solo le cellule malate, lasciando intatte quelle sane del tessuto circostante. Il Cancer Center dell’Università del Colorado ha appena presentato una nuova strategia specifica per il tumore al pancreas che sfrutta la capacità dei nanobastoncini d’oro di legarsi ad alcune proteine che caratterizzano la cellula tumorale.

 

Nanobastoncini che si attaccano alle cellule

Nei primi stadi della malattia infatti queste proteine (chiamate in sigla EGFR) “fioriscono” in abbondanza sulla superficie delle cellule malate, anche se la loro sopravvivenza non  dipende da esse. Le EGFR sono come delle “bandierine” che indicano la malattia, ma è inutile tentare di spezzarle con un farmaco perché la situazione non migliorerebbe e le cellule continuerebbero a riprodursi. Invece, i nanobastoncelli d’oro (lunghi circa 50 nanometri) possono essere costruiti in modo che si attacchino alle EGFR e, una volta ancorati, vengano investiti da un raggio laser, debole ma sufficiente a mettere in vibrazione solo ed esclusivamente il nano bastoncello. Le vibrazioni vengono dunque trasmesse alla cellula malata che alla fine si rompe, un po’ come un soprano che riesce a far vibrare un bicchiere fino a mandarlo in frantumi. Per ora, gli esperimenti sono stati condotti sui topi ma gli scienziati ritengono che fra pochi anni potrà partire anche una sperimentazione sull’uomo.

Monica Marelli

Fisica, giornalista freelance e autrice di numerosi libri di divulgazione scientifica.


www.monicamarelli.com

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