Sapere Scienza

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Notte Europea dei Ricercatori 2015: un vortice di scienza e una “strana coppia”

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Dopo una Settimana della Scienza straripante di eventi per grandi e piccini, per chiudere in bellezza, dopo domani, 25 settembre, i ricercatori ci aspettano per raccontarci della loro vita, del loro lavoro, del fascino della conoscenza e della scoperta. Tutto questo e molto di più è la Notte Europea dei Ricercatori, organizzata da Frascati Scienza e finanziata dalla Commissione Europea, giunta alla sua decima edizione. Anche quest’anno il tema è la sostenibilità e, consultando la miriade di attività previste, non mancano gli spunti riguardanti la diagnostica e la conservazione dei beni culturali.

 


In tutta Italia saranno esplorate le infinite possibilità della Scienza: ad esempio s’indagheranno i “misteri del mondo sub...atomico” presso l’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Pisa, nelle aule dell’Università Roma Tre conosceremo la geologia a tutto tondo, chiacchierando con i ricercatori che le dedicano la propria vita, o ancora, gli studiosi dell’Università di Sassari ci spiegheranno “La magia della birra, dalla fermentazione alla degustazione”. Insomma, avremo l’imbarazzo della scelta tra aperitivi scientifici, conferenze stampa, giochi, incontri, laboratori, seminari, spettacoli, mostre, tavole rotonde e visite guidate ( http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2015/il-programma/ ). Non vi nascondo, però, che la mia attenzione è stata catturata dalla visita organizzata dall’ARTOV – Area di Ricerca di Tor Vergata – e dal Cnr – Idasc – Istituto di Acustica e Sensoristica “Orso Mario Corbino” intitolata “Le opere d’arte, un patrimonio da salvaguardare”. Nel laboratorio sarà possibile osservare un nuovo metodo non invasivo per effettuare analisi del degrado su alcuni tipi di manufatti. Acustica e diagnostica, che coppia!

 


I metodi acustici per la valutazione non distruttiva dello stato di un’opera d’arte, attraverso la creazione di una vera e propria mappa dell’assorbimento acustico della superficie analizzata, permettono di rilevare le discontinuità, o meglio, i distacchi in strutture multistrato. Cosa significa tutto questo? La strumentazione utilizzata permette alle onde sonore prodotte da una particolare sorgente - non a contatto diretto con il manufatto – di raggiungere la superficie d’interesse. Un rivelatore, quindi, registra l’effetto che queste onde causano: nello specifico i segnali ricevuti dal rivelatore sono trasformati in una vera e propria immagine la cui scala di colori indica la percentuale di assorbimento dell’energia dell’onda incidente da parte dell’opera. A partire da questi dati è possibile scoprire la presenza di discontinuità tra gli strati che costituiscono affreschi, mattonelle di ceramica smaltata – un esempio sono i magnifici azulejos portoghesi – e dipinti su tavola.

 


E voi, avete già consultato il programma degli eventi organizzati nella vostra città? Non perdete altro tempo...e buon divertimento!

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

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