Sapere Scienza

Sapere Scienza

È passato circa un anno da quando 'Oumuamua, la cometa a forma di sigaro, è entrata nel nostro Sistema solare. Questa scoperta, oltre a darci la possibilità di osservare per la prima volta un oggetto interstellare, ha risvegliato l'interesse degli scienziati nei confronti di una delle ipotesi riguardanti l'origine della vita sul nostro Pianeta: la possibilità che rocce provenienti dallo spazio siano in grado di diffondere microrganismi tra le stelle, fungendo da "taxi". Questa teoria prende il nome di panspermia. I dati più recenti rendono realmente più plausibile questa spiegazione?

Prevedere cosa ci porterà il futuro è sempre un azzardo. Anche se si è seri e pignoli come Stanley Kubrik, che per realizzare il celeberrimo “2001 Odissea nello Spazio” aveva intervistato praticamente tutta la NASA. Il film uscì nel 1968, quando nell’arco di appena un decennio si era passati dallo sparare una palla di cannone in orbita attorno alla Terra, a raggiungere la Luna con una piccola astronave. Quel Natale Jim Lovell, lesse i primi versi della Genesi dalla navicella Apollo 8: un messaggio pieno di speranza e di pace in diretta dallo spazio circumlunare. Con queste premesse era scontato prevedere che trent’anni dopo avremmo avuto voli commerciali per lo spazio, una grande stazione orbitante (con tanto di hotel al suo interno) e basi lunari, così come appaiono nelle magnifiche scene iniziali del film. Non è andata così: da quasi cinquant’anni nessun umano si è più spinto oltre i 400 km di altitudine dove orbita la Stazione Spaziale Internazionale – un avamposto piccolo e spartano, ben lontano dai fasti kubrikiani.

tirelli

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