Sapere Scienza

Sapere Scienza

Bambini e adolescenti esposti a elevati livelli di inquinamento atmosferico correlati al traffico hanno telomeri più corti, un tipo specifico di danno del DNA. A rivelarlo, uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Occupational and Environmental Medicine.

Immaginare un mondo in cui una donna possa mostrare la propria forza fisica – o capacità solitamente riconosciute agli uomini - ha sempre affascinato molti. Lo dimostra il successo di personaggi come Xena, la principessa guerriera, o, più recentemente, Brienne di Tarth nella seguitissima serie televisiva Game of Thrones. Un recente studio sembra aver trovato le prove dell’esistenza di una donna guerriera nelle file dei vichinghi vissuti in Svezia tra l’VIII e il X secolo d.C. L’intera vicenda sviluppatasi intorno a questa ricerca riserva delle interessanti sorprese.

Chi è Francis Crick? Quali furono i suoi studi e quale la scoperta che gli valse il premio Nobel per la medicina? Per conoscere la vita di questo famoso scienziato, leggete la graphic novel pubblicata nel numero di dicembre di Sapere. Testi e disegni di Ettore Basciano.

Graphic Novel FrancisCrick Sapere 6 - 2017

Graphic Novel FrancisCrick Sapere 6 - 2017

Le profondità marine sono spesso custodi di tesori inesplorati e testimoni di scoperte straordinarie. È questo il caso della distesa cristallina che circonda l’isola di Antikythera, in Grecia, a nord-ovest della più famosa Creta. Agli inizi del ‘900 un gruppo di pescatori di spugne segnalarono la presenza di un relitto che, da allora, continua a fornire agli archeologi materiali di studio d’eccezione. In questo post rimbalzeremo tra la scienza del passato e del presente, conosceremo uno strumento hi-tech di ben 2000 anni fa e capiremo come alcuni siti archeologici possano essere la spinta per lo sviluppo di nuove tecniche analitiche.

Quelli che osservate nella foto sono frammenti di ossa. Più piccoli di una chiavetta USB, sicuramente non riconoscibili a un occhio non esperto, questi piccoli resti hanno custodito per 90.000 anni una storia genetica speciale. La storia di una ragazzina che aveva una mamma neandertaliana e un papà denisoviano. Questa è la prima volta in cui gli scienziati hanno identificato un individuo antico i cui genitori appartengono a due distinti gruppi umani. L'eccezionale scoperta è stata descritta nell'articolo pubblicato alcuni giorni fa su Nature.

Un nuovo studio svizzero ha mostrato che il Dna che si trova all'esterno di una sonda inviata dalla Terra nello spazio potrebbe resistere alla partenza, al volo e anche al rientro, mantenendo praticamente intatte le sue funzioni biologiche.

Il futuro delle "consegne" è già arrivato. E ci porta robot miniaturizzati fatti di DNA che sono in grado di raccogliere particelle e distribuirle in un'area diversa.

Il futuro delle "consegne" è già arrivato. E ci porta robot miniaturizzati fatti di DNA che sono in grado di raccogliere particelle e distribuirle in un'area diversa. Una tecnologia che potrebbe essere utilizzata per una vasta gamma di applicazioni: per esempio, questi robot potrebbero essere impiegati per assemblare composti chimici o per riorganizzare le nanoparticelle sui circuiti.

 

Robot dall'aspetto strano

Per costruire il robot, Anupama J. Thubagere e colleghi del California Institute of Technology in Pasadena, California, hanno assemblato diversi filamenti di materiale genetico e si muove lungo una traccia, una "guida" composta da una sorta di origami bidimensioale di DNA. Guardandolo, ovviamente con i giusti strumenti, il robot ha un aspetto inconsueto: si ha infatti l'impressione che possegga una "gamba", con due "piedi", e due "braccia", queste ultime usate per trasportare il suo carico. Il robot è in grado di camminare fino a quando non incontra un oggetto progettato per essere trasportato, come una molecola fluorescente progettata appositamente per legarsi alle sue braccia.

 

Velocità da migliorare

Il robot continua a muoversi fino a quando non incontra il punto, prestabilito, di DNA in corrispondenza del quale fermarsi e depositare il carico. Una volta completata la consegna, il robot è libero di esplorare altre posizioni della traccia di DNA e raccogliere altri carichi. Come si legge sulla rivista Science, che riporta i risultati dello studio, gli scienziati hanno trovato che questi speciali "commessi viaggiatori" avevano ognuno una probabilità di successo di circa l'80 per cento per ogni consegna. Anche se c'è da dire che non sono molto veloci, o almeno secondo gli standard del mondo macroscopico: in circa cinque minuti riescono infatti a coprire una distanza di sei nanometri. Ma gli studiosi stanno già mettendo a punto soluzioni tecnologiche, basate sempre su materiale genetico o su "motori di proteine", che riusciranno a velocizzarli.

 

[Immagine: credit Demin Liu]

Sono passati 160 anni da quando Charles Darwin pubblicò la sua epocale teoria dell'evoluzione, di cui quasi tutti hanno almeno sentito parlare. Ben pochi, però, hanno udito il nome di Theodosius Dobzhansky. Nel suo libro "La genetica e l'origine delle specie", del 1937, egli individuò nella genetica, quindi nel continuo modellamento e rimodellamento dell'informazione biologica, la chiave dell'evoluzione e il motore dei processi di speciazione, ossia quelli che portano alla formazione di nuove specie di organismi viventi.

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tirelli

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