Sapere Scienza

Sapere Scienza

A tante donne sarà capitato di lamentarsi dei propri fianchi rotondi. Sarà colpa di uno stile di vita sedentario? Oppure è legato a un regime alimentare non corretto? Lo studio intrapreso da un gruppo di ricercatori dell'Università di Uppsala e pubblicato tra le pagine di Nature Communications ha rivelato che la distribuzione del grasso in diverse parti del corpo è pesantemente influenzato da fattori genetici e che questo effetto è maggiormente presente nelle donne rispetto agli uomini.

L’eterocefalo glabro, anche detto talpa senza pelo, è un curioso roditore: privo di pelliccia, come avrete potuto intuire, dall’aspetto tutt’altro che piacevole, è diventato con il passare degli anni un organismo modello per molte ricerche. Le sue bizzarre sembianze nascondono molte particolari caratteristiche biologiche. Recentemente è stato scoperto che, forse, nei suoi geni si nasconde il segreto della longevità. Sarà vero? Scopriamolo insieme.

Gli scienziati dell'Università di Cambridge hanno creato un organismo vivente il cui DNA è stato interamente prodotto dall'uomo. La studio è stato pubblicato mercoledì, 15 maggio 2019, su Nature. Gli straordinari risultati raggiunti potranno porre le basi per nuovi trattamenti medici ma serviranno anche a comprendere in maniera più approfondita l'alba della storia della vita sul nostro pianeta.

Le profondità marine sono spesso custodi di tesori inesplorati e testimoni di scoperte straordinarie. È questo il caso della distesa cristallina che circonda l’isola di Antikythera, in Grecia, a nord-ovest della più famosa Creta. Agli inizi del ‘900 un gruppo di pescatori di spugne segnalarono la presenza di un relitto che, da allora, continua a fornire agli archeologi materiali di studio d’eccezione. In questo post rimbalzeremo tra la scienza del passato e del presente, conosceremo uno strumento hi-tech di ben 2000 anni fa e capiremo come alcuni siti archeologici possano essere la spinta per lo sviluppo di nuove tecniche analitiche.

I lunghi viaggi nello spazio possono modificare il nostro DNA, e come? Nell’era della medicina personalizzata e della genomica, anche la NASA ha deciso di investire in studi che permettano di misurare gli effetti delle missioni spaziali sugli individui. I primi risultati sono stati resi pubblici recentemente e riguardano uno studio molto particolare sui gemelli Scott e Mark Kelly.

Immaginare un mondo in cui una donna possa mostrare la propria forza fisica – o capacità solitamente riconosciute agli uomini - ha sempre affascinato molti. Lo dimostra il successo di personaggi come Xena, la principessa guerriera, o, più recentemente, Brienne di Tarth nella seguitissima serie televisiva Game of Thrones. Un recente studio sembra aver trovato le prove dell’esistenza di una donna guerriera nelle file dei vichinghi vissuti in Svezia tra l’VIII e il X secolo d.C. L’intera vicenda sviluppatasi intorno a questa ricerca riserva delle interessanti sorprese.

Realizzata la prima mappa generale dell'epigenoma umano, ossia di tutte quelle istruzioni che regolano il funzionamento del genoma. Se infatti, metaforicamente, possiamo pensare al genoma come a una successione di lettere, l'epigenoma contiene la punteggiatura che aiuta a decifrarne correttamente il significato.

Quelli che osservate nella foto sono frammenti di ossa. Più piccoli di una chiavetta USB, sicuramente non riconoscibili a un occhio non esperto, questi piccoli resti hanno custodito per 90.000 anni una storia genetica speciale. La storia di una ragazzina che aveva una mamma neandertaliana e un papà denisoviano. Questa è la prima volta in cui gli scienziati hanno identificato un individuo antico i cui genitori appartengono a due distinti gruppi umani. L'eccezionale scoperta è stata descritta nell'articolo pubblicato alcuni giorni fa su Nature.

Bambini e adolescenti esposti a elevati livelli di inquinamento atmosferico correlati al traffico hanno telomeri più corti, un tipo specifico di danno del DNA. A rivelarlo, uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Occupational and Environmental Medicine.

Ata, come è stato ribattezzato, è un essere dalle sembianze aliene scoperto nel 2003, in Sud America. L’aspetto, le circostanze e il luogo del ritrovamento costituivano il mix perfetto per imbastire l’ennesima teoria sull’esistenza degli extraterrestri e del loro arrivo sul nostro pianeta. Il lavoro degli scienziati della University of California di San Francisco e della Stanford University ha finalmente messo un punto alla costruzione di narrazioni fantasiose, svelando la vera identità di questa creatura.

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