Sapere Scienza

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Le profondità marine sono spesso custodi di tesori inesplorati e testimoni di scoperte straordinarie. È questo il caso della distesa cristallina che circonda l’isola di Antikythera, in Grecia, a nord-ovest della più famosa Creta. Agli inizi del ‘900 un gruppo di pescatori di spugne segnalarono la presenza di un relitto…
Mentre nelle sale cinematografiche ritorna in auge la storia de La Mummia nel suo ennesimo pauroso e spettacolare rifacimento, la scienza è finalmente in grado di svelare il mistero più grande che questi corpi millenari hanno finora conservato: il loro DNA.

Vi avevano detto che a tenere insieme la doppia elica del DNA erano i legami a idrogeno tra le basi azotate. Ora, dai risultati raggiunti dagli scienziati della Chalmers University of Technology (Svezia) e pubblicati su PNAS-Proceedings of the National Academy of Sciences, un nuovo fattore si aggiunge alla valutazione della stabilità dell'acido desossiribonucleico: il suo rapporto con l'acqua. Cosa significa tutto questo e qual è l'utilità dei dati ottenuti in campi come la medicina? Seguiteci e lo capirete.

Realizzata la prima mappa generale dell'epigenoma umano, ossia di tutte quelle istruzioni che regolano il funzionamento del genoma. Se infatti, metaforicamente, possiamo pensare al genoma come a una successione di lettere, l'epigenoma contiene la punteggiatura che aiuta a decifrarne correttamente il significato.

La comprensione dell'organizzazione spaziale del genoma umano rappresenta un aspetto importante quasi quanto il suo sequenziamento. Uno studio recentissimo di un'équipe di ricerca di Houston (Texas) guidata da Erez Lieberman Aiden ci ha ora fornito le prime mappe 3D ad alta risoluzione del nostro genoma.

Il futuro delle "consegne" è già arrivato. E ci porta robot miniaturizzati fatti di DNA che sono in grado di raccogliere particelle e distribuirle in un'area diversa.

Il futuro delle "consegne" è già arrivato. E ci porta robot miniaturizzati fatti di DNA che sono in grado di raccogliere particelle e distribuirle in un'area diversa. Una tecnologia che potrebbe essere utilizzata per una vasta gamma di applicazioni: per esempio, questi robot potrebbero essere impiegati per assemblare composti chimici o per riorganizzare le nanoparticelle sui circuiti.

 

Robot dall'aspetto strano

Per costruire il robot, Anupama J. Thubagere e colleghi del California Institute of Technology in Pasadena, California, hanno assemblato diversi filamenti di materiale genetico e si muove lungo una traccia, una "guida" composta da una sorta di origami bidimensioale di DNA. Guardandolo, ovviamente con i giusti strumenti, il robot ha un aspetto inconsueto: si ha infatti l'impressione che possegga una "gamba", con due "piedi", e due "braccia", queste ultime usate per trasportare il suo carico. Il robot è in grado di camminare fino a quando non incontra un oggetto progettato per essere trasportato, come una molecola fluorescente progettata appositamente per legarsi alle sue braccia.

 

Velocità da migliorare

Il robot continua a muoversi fino a quando non incontra il punto, prestabilito, di DNA in corrispondenza del quale fermarsi e depositare il carico. Una volta completata la consegna, il robot è libero di esplorare altre posizioni della traccia di DNA e raccogliere altri carichi. Come si legge sulla rivista Science, che riporta i risultati dello studio, gli scienziati hanno trovato che questi speciali "commessi viaggiatori" avevano ognuno una probabilità di successo di circa l'80 per cento per ogni consegna. Anche se c'è da dire che non sono molto veloci, o almeno secondo gli standard del mondo macroscopico: in circa cinque minuti riescono infatti a coprire una distanza di sei nanometri. Ma gli studiosi stanno già mettendo a punto soluzioni tecnologiche, basate sempre su materiale genetico o su "motori di proteine", che riusciranno a velocizzarli.

 

[Immagine: credit Demin Liu]

In prima posizione tra le “World Changing Ideas 2014” proposte dalla rivista Scientific American c’è la tecnologia CRISPR. Basata sul sistema attraverso il quale i batteri mantengono la memoria dei virus che li hanno attaccati, per meglio difendersi in futuro, il metodo CRISPR permette un editing del DNA veloce, poco…
Negli ultimi anni stiamo assistendo a una svolta epocale nella relazione tra pazienti e medicina e uno degli esempi più eclatanti riguarda la diffusione dei test genetici del DNA a basso costo, realizzati attraverso Internet. Sfruttando il Web come piattaforma commerciale, due aziende leader del settore delle biotecnologie hanno lanciato…

Il DNA, l'acido desossiribonucleico, meglio conosciuto come il libretto d'istruzioni per la creazione della vita sul nostro pianeta, è da sempre riuscito a conservare le sue preziose informazioni grazie alla combinazione di sole quattro lettere: G,C, A e T, le iniziali delle quattro basi azotate che lo compongono ossia guanina, citosina, adenina e timina. In uno studio pubblicato su Science, i ricercatori della Foundation for Applied Molecular Evolution e dell'azienda Firebird Biomolecular Science hanno dimostrato che è possibile espandere il linguaggio genetico con altri quattro elementi. È stato ottenuto così il primo hachimoji DNA, un DNA di otto lettere.

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