Sapere Scienza

Sapere Scienza

Meno di un cucchiaino di miele per recuperare informazioni dettagliate sulle popolazioni di insetti presenti nel territorio in cui è stato prodotto. Tutto questo grazie a un nuovo sistema di analisi che può rivelarsi utile per il controllo della biodiversità ma anche per identificare possibili frodi alimentari. Lo studio è stato pubblicato su Nature-Scientific Reports da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell'Università di Bologna.

Un nuovo studio svizzero ha mostrato che il Dna che si trova all'esterno di una sonda inviata dalla Terra nello spazio potrebbe resistere alla partenza, al volo e anche al rientro, mantenendo praticamente intatte le sue funzioni biologiche.

"Il DNA fa l'RNA, l'RNA fa le proteine e le proteine fanno noi" con questa frase Francis Crick, vincitore del Nobel per la medicina nel 1962, mette in luce ciò che oggi è ben noto a tutti: comprendere il meccanismo che regola le funzionalità degli esseri viventi significa comprendere la struttura ed il funzionamento delle cosiddette macromolecole biochimiche, cioè DNA, RNA e proteine. Un aspetto forse meno noto è che un significativo contributo in tal senso si deve alla matematica e in particolare alla disciplina che prende il nome di teoria dei nodi.

La comprensione dell'organizzazione spaziale del genoma umano rappresenta un aspetto importante quasi quanto il suo sequenziamento. Uno studio recentissimo di un'équipe di ricerca di Houston (Texas) guidata da Erez Lieberman Aiden ci ha ora fornito le prime mappe 3D ad alta risoluzione del nostro genoma.

Non i soliti microchip in silicio ma molecole di DNA in grado di risolvere calcoli riprogrammabili. È chiamato autoassemblaggio algoritmico di tasselli e lo studio dei ricercatori del Caltech-California Institute of Technology, pubblicato su Nature, descrive come questo processo sia alla base dell'incontro tra biologia molecolare e computer science.

L’eterocefalo glabro, anche detto talpa senza pelo, è un curioso roditore: privo di pelliccia, come avrete potuto intuire, dall’aspetto tutt’altro che piacevole, è diventato con il passare degli anni un organismo modello per molte ricerche. Le sue bizzarre sembianze nascondono molte particolari caratteristiche biologiche. Recentemente è stato scoperto che, forse, nei suoi geni si nasconde il segreto della longevità. Sarà vero? Scopriamolo insieme.

Sono passati 160 anni da quando Charles Darwin pubblicò la sua epocale teoria dell'evoluzione, di cui quasi tutti hanno almeno sentito parlare. Ben pochi, però, hanno udito il nome di Theodosius Dobzhansky. Nel suo libro "La genetica e l'origine delle specie", del 1937, egli individuò nella genetica, quindi nel continuo modellamento e rimodellamento dell'informazione biologica, la chiave dell'evoluzione e il motore dei processi di speciazione, ossia quelli che portano alla formazione di nuove specie di organismi viventi.

Le profondità marine sono spesso custodi di tesori inesplorati e testimoni di scoperte straordinarie. È questo il caso della distesa cristallina che circonda l’isola di Antikythera, in Grecia, a nord-ovest della più famosa Creta. Agli inizi del ‘900 un gruppo di pescatori di spugne segnalarono la presenza di un relitto che, da allora, continua a fornire agli archeologi materiali di studio d’eccezione. In questo post rimbalzeremo tra la scienza del passato e del presente, conosceremo uno strumento hi-tech di ben 2000 anni fa e capiremo come alcuni siti archeologici possano essere la spinta per lo sviluppo di nuove tecniche analitiche.

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