Sapere Scienza

Sapere Scienza

Le immagini raccolte dai droni, oltre a essere spesso suggestive, rivestono una grande utilità nello studio del paesaggio. Lo sanno bene gli scienziati dell'INGV -Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell'Università Blaise Pascal di Clermont Ferrand (Francia) che, con un sistema combinato drone-fotogrammetria, hanno ricostruito un modello tridimensionale e ad alta risoluzione del campo lavico del fianco occidentale dell'Etna, risalente al 1974. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Bulletin of Volcanology, mostra come le nuove tecnologie possano migliorare lo studio della struttura superficiale delle colate laviche e il monitoraggio di eruzioni effusive.

L’Etna è il vulcano emerso più alto d’ Europa e tra i più’ attivi al mondo. Si eleva oltre 3300 metri sul livello del mare con un profilo maestoso e irregolare modellato dell’emissione di lava, gas e cenere, che avviene in modo continuo anche con spettacolari fuochi di lava. Il 15 Marzo la ripresa dell’attività esplosiva ha causato un incidente e il ferimento, fortunatamente non grave, di una decina di persone.

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