Sapere Scienza

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Parliamo ancora una volta di Google Arts & Culture, questa volta focalizzando la nostra attenzione sulla sua app. Disponibile già dal 2016, ha avuto una vera e propria impennata di download e sono state scritte pagine di articoli e commenti solo a partire dalla scorsa settimana. Il motivo? L’introduzione della possibilità di scattarsi un selfie e confrontarlo con le opere presenti nel database, fino a trovare il ritratto che più ci somiglia.

Ancora una volta Google Arts & Culture ci permette di esplorare, seduti davanti ai nostri personal computer, luoghi lontani e opere straordinarie. Con la collaborazione del British Museum, ha aperto un “varco spazio-temporale” che ci catapulterà nel XIX secolo, in America Centrale, alla scoperta della civiltà maya.

Viaggiare per conoscere, viaggiare per crescere ed entrare di diritto nell’età adulta con un nuovo e ricco bagaglio di esperienze. Quasi un parente lontano degli attuali Interrail. Questo era il Grand Tour: un “giro” tra i tesori italiani, affrontato dalla migliore gioventù europea del XVI secolo. Una moda, un seme che germogliò in famose opere letterarie - ad esempio “Viaggio in Italia di Goethe - e artistiche. E se questo enorme patrimonio divenisse il punto di partenza per un nuovo Grand Tour, un viaggio virtuale per promuovere e incuriosire? Google ci ha messo lo zampino e ciò che è nato vi stupirà.

clark

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