Sapere Scienza

Sapere Scienza

Una selva di oggetti, una collezione in primo piano in una sorta di palcoscenico in cui sembra dominare l'horror vacui, l'orrore del vuoto. Una confusione inquietante intervallata da figure umane e nature morte: tutto questo e molto altro è l'opera The Paston Treasure, recentemente analizzata dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Proprio quell'inquietudine data dalle strane sfumature di colore e dal sovraffollamento dell'immagine hanno guidato gli scienziati verso una scoperta misteriosa.

Una delle maggiori sfide della scienza e della tecnologia è la ricerca diretta della materia oscura. L'esperimento XENON1T dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha permesso di raccogliere dei risultati incoraggianti, presentati al pubblico recentemente e sottomessi alla rivista Physics Review Letters. Cos'è la materia oscura e perché è così difficile studiarla? Scopriamolo insieme.

Ha il nome della celebre protagonista di Star Wars, Padmé Amidala, la madre di Luke Skywalker e Leia Organa, e anche lui avrà a che fare con qualcosa di oscuro: non si tratterà di Darth Vader o della Morte Nera ma di una particolare particella. Stiamo parlando dell'esperimento PADME (Positron Annihilation into Dark Matter Experiment) che studierà le interazioni prodotte da positroni accelerati all'energia di 550 MeV dall'acceleratore lineare (LINAC-LINear ACcelerator), dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla ricerca della materia oscura. Inaugurato il 4 ottobre 2018, PADME potrebbe svelare per la prima volta l'esistenza di una "nuova forza" a cui sarebbe associata una particella chiamata fotone oscuro, grazie a un apparato di misura piccolo ma estremamente preciso, in grado di osservare la produzione del fotone oscuro in collisioni di antielettroni con gli elettroni del bersaglio.

tirelli

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