Sapere Scienza

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Le gigantesche macchine acceleratrici come l’Lhc del Cern possono funzionare solo grazie alla superconduttività, un fenomeno scoperto nel 1911 dal Premio Nobel olandese Heike Kamerlingh Onnes. Osservando il mercurio portato ad operare a bassa temperatura, Onnes misurò che la resistenza elettrica diventava nulla e la corrente fluiva senza ostacoli né perdite. Oggi, i superconduttori sono studiati per risolvere il problema dell’enorme quantità di corrente utilizzata nei laboratori scientifici ma anche come soluzione al trasporto di corrente su lunghe distanze.

 

Sono passati 7 anni da quando il bosone di Higgs è stato rilevato all'interno dell'acceleratore di particelle LHC, il Large Hadron Collider. Ora si sta cercando di costruire un successore di LHC, più grande - un tunnel circolare di 100 chilometri, contro i 27 del suo predecessore - per avere uno strumento in grado di raggiungere una precisione maggiore ed effettuare nuove misure per continuare l'avventura verso una nuova fisica. Un articolo di recente pubblicato su Quanta magazine discute dei misteri non ancora svelati legati al bosone di Higgs e dell'utilità di un nuovo acceleratore.

Non sarà facile per il 2017 battere i record accumulati nel 2016 anche perché l’acceleratore LHC esce adesso da un lungo periodo di arresto delle operazioni, cominciato a dicembre 2016, che ha permesso agli esperimenti e alla macchina stessa di prepararsi al nuovo “run”.

La collaborazione ALPHA, un esperimento attivo presso l’Antiproton Decelerator (AD) del CERN di Ginevra per gli studi sull’antimateria, ha recentemente pubblicato, sulla rivista Nature Communications, le prime misure ad alta precisione della carica elettrica di antiatomi d’idrogeno - composti da un antiprotone a carica negativa e un positrone a carica positiva -, confermandone la neutralità complessiva con un’accuratezza mai raggiunta prima.

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tirelli

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