Sapere Scienza

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Fino a oggi, gli strumenti di radioprotezione per misurare le radiazioni gamma (fotoni) o beta (elettroni e positroni) perdevano le loro funzionalità in presenza di campo magnetico. La soluzione, ovvero uno strumento capace di misurare la quantità (dose) di radiazioni anche in presenza di campi magnetici, è stata trovata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano e del CERN.

L'LHC del CERN di Ginevra, il più grande acceleratore di particelle al mondo, continuerà sicuramente a funzionare con prestazioni sempre maggiori, almeno per i prossimi vent’anni. Visti i tempi necessari per realizzare queste gigantesche imprese, la comunità scientifica, e il CERN in particolare, stanno però già iniziando a pensare al prossimo grande progetto.

Sono passati 7 anni da quando il bosone di Higgs è stato rilevato all'interno dell'acceleratore di particelle LHC, il Large Hadron Collider. Ora si sta cercando di costruire un successore di LHC, più grande - un tunnel circolare di 100 chilometri, contro i 27 del suo predecessore - per avere uno strumento in grado di raggiungere una precisione maggiore ed effettuare nuove misure per continuare l'avventura verso una nuova fisica. Un articolo di recente pubblicato su Quanta magazine discute dei misteri non ancora svelati legati al bosone di Higgs e dell'utilità di un nuovo acceleratore.

Le gigantesche macchine acceleratrici come l’Lhc del Cern possono funzionare solo grazie alla superconduttività, un fenomeno scoperto nel 1911 dal Premio Nobel olandese Heike Kamerlingh Onnes. Osservando il mercurio portato ad operare a bassa temperatura, Onnes misurò che la resistenza elettrica diventava nulla e la corrente fluiva senza ostacoli né perdite. Oggi, i superconduttori sono studiati per risolvere il problema dell’enorme quantità di corrente utilizzata nei laboratori scientifici ma anche come soluzione al trasporto di corrente su lunghe distanze.

 

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clark

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