Sapere Scienza

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I primi giorni di gennaio 2019 sono stati forieri di buone notizie nell'ambito dell'esplorazione spaziale. In particolare, una vasta eco è stata suscitata da New Horizons, la sonda che a capodanno ha sorvolato Ultima Thule, l'oggetto celeste più lontano mai visitato da una missione spaziale, e da Chang'e-4, il lander cinese atterrato sull'emisfero sud della faccia nascosta della Luna, il 3 gennaio scorso.

L'astronauta Luca Parmitano è un tipo tosto e se qualcuno avesse mai pensato di metterlo in dubbio si sarebbe subito ricreduto vedendolo in azione nei due giorni in cui è passato come un turbine tra le sedi dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e quella Europea (ESA).
La Luna è uno dei corpi celesti più osservati e studiati, eppure resta ancora circondata dal mistero. Sulla sua origine, che risale a circa 4,5 miliardi di anni fa, sono state fatte molte ipotesi. La più antica, attribuita a George Darwin (figlio di Charles) prevedeva che la Luna si fosse…

Questa sarà una settimana molto speciale: si celebrerà il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell'uomo sulla Luna. Tra fenomeni celesti ed eventi per ricordare e festeggiare questo straordinario successo della NASA - e degli scienziati di tutto il mondo - noi ripercorriamo in breve la straordinaria storia della conquista della Luna da parte degli americani e di quegli incredibili giorni che videro degli esseri umani "saltellare" per esplorare il paesaggio magico e sconosciuto del nostro satellite.

Un salto verso un nuovo modo di esplorare lo spazio. Potremmo interpretare così il successo della fase finale di sperimentazione di Starhopper, la "cavalletta spaziale" progettata dalla SpaceX, l'azienda del visionario Elon Musk. Il veicolo è un prototipo pensato per i futuri viaggi su Marte, in grado di volare e atterrare in maniera controllata. Come è andata la messa a punto di questa navicella? A cosa servirà questa tecnologia?

Quanto è cresciuta la massa della Terra dopo la nascita della Luna? Fino a oggi si pensava che il contributo di materiale “alieno” corrispondesse allo 0,5% del totale della massa terrestre ma, secondo gli studi descritti in un articolo pubblicato pochi giorni fa su Nature Geoscience, le prime fasi della storia del nostro pianeta potrebbero essere state un po’ più turbolente.

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