Sapere Scienza

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La presenza di acqua liquida al di sotto delle calotte polari di Marte è sempre stata intuita ma mai osservata. Fino a quando il radar MARSIS non è riuscito a trovarne le prove e i suoi dati sono stati elaborati e pubblicati in un articolo appena uscito su Science, che vede come autori un team tutto italiano.

Identificato il processo che sembra aver giocato un ruolo chiave nella transizione del clima di Marte da un originario ambiente caldo e umido in grado di supportare la vita all'aridità che si osserva ai giorni d'oggi: l'atmosfera si sarebbe erosa progressivamente soprattutto durante le tempeste solari, che hanno letteralmente strappato via i gas facendoli disperdere nello spazio.

La Settimana Nazionale dell'Astronomia 2019 sta per essere inaugurata e proprio nelle ultime settimane sono stati pubblicati numerosi studi che ridisegnano le nostre conoscenze su Marte. Nuovi dati che continuano a narrarci la storia dell'evoluzione dei paesaggi color ruggine di questo pianeta ma anche qualche inconveniente incontrato nel cammino di questo ramo dell'esplorazione spaziale.

Che Marte sia un posto tosto lo si è capito sin dagli inizi dell’esplorazione spaziale. Anche solo riuscire a mettere in orbita una sonda attorno al Pianeta Rosso non è mai stato facile e i fallimenti non si contavano (nei tempi più bui, è arrivato a fallire il 50 per cento dei tentativi). L'ultimo, in ordine cronologico, quello della sonda giapponese Nozomi che, a corto di carburante, non ha potuto frenare la sua corsa e si è dovuta accontentare di un breve e lontano sorvolo. Ma se Marte è molto tosto la razza umana è altrettanto testarda.

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tirelli

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