Sapere Scienza

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Tra le ultime notizie provenienti da Marte nelle precedenti settimane figurava quella del rilevamento di metano nell'atmosfera operata da due differenti strumenti, lo spettrometro di Fourier a bordo della sonda Mars Express e il rover Curiosity. Ma ecco che, a pochi giorni dalla pubblicazione di questi dati, è comparso su Nature un nuovo studio: "No detection of methane on Mars from early ExoMars Trace Gas Orbiter observations". Nessuna traccia di metano registrata da uno strumento con un'altissima sensibilità. Cosa potrebbe spiegare queste informazioni apparentemente discordanti?

La Settimana Nazionale dell'Astronomia 2019 sta per essere inaugurata e proprio nelle ultime settimane sono stati pubblicati numerosi studi che ridisegnano le nostre conoscenze su Marte. Nuovi dati che continuano a narrarci la storia dell'evoluzione dei paesaggi color ruggine di questo pianeta ma anche qualche inconveniente incontrato nel cammino di questo ramo dell'esplorazione spaziale.

È il giorno 5000 per Opportunity che scatta una foto a una suggestiva alba su Marte. Usando le tecniche di sonificazione dei dati, gli scienziati hanno creato un brano musicale a partire dall'immagine catturata dal rover. Solo un gioco da nerd? No, questo tipo di elaborazione di informazioni può essere applicato in maniera utile anche in altri ambiti scientifici.

Ci sarà stasera, 27 luglio 2018, un'eclissi di Luna totale da record: un'ora e 43 minuti in cui il nostro satellite sarà completamente coperto dal cono d'ombra proiettato dalla Terra. La fase di totalità più lunga di questo secolo.

Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Jet Propulsion Laboratory (JPL) ha pubblicato uno studio sulla rivista Nature Geoscience in cui si afferma che, se c'è acqua allo stato liquido su Marte, in determinate condizioni conterrà più ossigeno di quanto inizialmente potessimo immaginare. Secondo la ricerca, i livelli potrebbero addirittura superare la soglia necessaria per semplici forme di vita che utilizzano la respirazione aerobica. Cerchiamo di capire meglio le implicazioni di questa scoperta.

Che Marte sia un posto tosto lo si è capito sin dagli inizi dell’esplorazione spaziale. Anche solo riuscire a mettere in orbita una sonda attorno al Pianeta Rosso non è mai stato facile e i fallimenti non si contavano (nei tempi più bui, è arrivato a fallire il 50 per cento dei tentativi). L'ultimo, in ordine cronologico, quello della sonda giapponese Nozomi che, a corto di carburante, non ha potuto frenare la sua corsa e si è dovuta accontentare di un breve e lontano sorvolo. Ma se Marte è molto tosto la razza umana è altrettanto testarda.

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clark

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