Sapere Scienza

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Il paesaggio mostrato nella foto si trova nell'Altiplano sudamericano: è il Salar de Quisquiro, una pianura di sale del Cile le cui caratteristiche potrebbero essere le stesse possedute in passato dal cratere Gale, su Marte. Questa lettura è supportata dai nuovi dati raccolti dal rover Curiosity e pubblicati su Nature Geoscience.

L'astronauta Luca Parmitano è un tipo tosto e se qualcuno avesse mai pensato di metterlo in dubbio si sarebbe subito ricreduto vedendolo in azione nei due giorni in cui è passato come un turbine tra le sedi dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e quella Europea (ESA).

Sarà possibile far crescere ortaggi sul suolo marziano per sostentare gli astronauti impegnati in missioni esplorative? I cinefili avranno già immaginato scenari simili a quelli visti nel film The Martian, dove l’astronauta botanico interpretato da Matt Damon, abbandonato sul Pianeta rosso, cerca di coltivare un piccolo campo di patate per sopravvivere. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e il dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano, hanno da poco inviato un prototipo di “orto marziano” all’Austrian Space Forum per sperimentarlo all’interno della missione Amadee-18.

Marte ha una "coda", solo che è invisibile perché solo magnetica. Un effetto dei venti solari, forse, che potrebbe aiutare gli scienziati a capire come mai il Pianeta Rosso abbia visto sfuggire la sua atmosfera nello spazio.

Grazie a decenni di esplorazioni trascorsi usando missioni robotiche, orbiter, lander e rover, gli scienziati sono oggi certi che miliardi di anni fa sulla superficie di Marte scorreva acqua liquida. Tuttavia resta un interrogativo: quest'acqua scorreva in modo intermittente o regolare? In altre parole, Marte era un ambiente "caldo e umido" miliardi di anni fa, oppure c'erano frequenti periodi "freddi e ghiacciati"?

Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Jet Propulsion Laboratory (JPL) ha pubblicato uno studio sulla rivista Nature Geoscience in cui si afferma che, se c'è acqua allo stato liquido su Marte, in determinate condizioni conterrà più ossigeno di quanto inizialmente potessimo immaginare. Secondo la ricerca, i livelli potrebbero addirittura superare la soglia necessaria per semplici forme di vita che utilizzano la respirazione aerobica. Cerchiamo di capire meglio le implicazioni di questa scoperta.

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clark

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