Sapere Scienza

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Ci siamo. La sonda New Horizons della NASA si sta avvicinando a Plutone: dopo un viaggio di oltre nove anni e circa 4,9 miliardi di chilometri, oggi si troverà a soli 12.500 chilometri da Plutone e Caronte, il più grande dei suoi satelliti naturali.

Nuove immagini provenienti dalla missione New Horizons della NASA suggeriscono che Caronte, luna di Plutone, una volta aveva un oceano sotto la sua superficie. Questo oceano si sarebbe poi congelato e espanso, causando fratture su vasta scala nella sua superficie.

Plutone potrebbe aver avuto un'origine diversa rispetto a quella teorizzata da anni dagli astronomi. Miliardi di comete potrebbero, infatti, aver contribuito alla sua formazione. Lo affermano gli studiosi del Southwest Research Institute (Texas, Stati Uniti) che hanno pubblicato i risultati di osservazioni e di analisi di dati provenienti dallo spazio sulla rivista scientifica Icarus.

Plutone potrebbe nascondere un oceano allo stato liquido. Era stato ipotizzato dopo aver osservato le immagini raccolte dalla sonda New Horizons della NASA ma ora, una serie di simulazioni computerizzate, sembrano confermare questa teoria. Come è possibile che ci sia una distesa di liquido al di sotto di una calotta ghiacciata? Lo hanno spiegato gli scienziati, autori dell'articolo pubblicato su Nature Geoscience.

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