Sapere Scienza

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Rosetta è una missione meravigliosa. L'ho seguita fin dall'inizio, da prima del lancio, da giornalista ESA (Agenzia Spaziale Europea), con gli occhi fuori dalle orbite (a differenza di Rosetta, che dalle orbite non è mai uscita): non si era mai sentito di una sonda che viaggia per miliardi di chilometri, fino a raggiungere una cometa. Una cometa? Un sasso sconosciuto, probabilmente ghiacciato, ma che di cometa non aveva niente se non - appunto - l'orbita. E poi? Una volta raggiunta la cometa? Ah, una volta che la cometa sia stata raggiunta, Rosetta ci si è messa a girare intorno, con la presunzione di accompagnarla in tutto il suo avvicinamento al Sole. E vedere nascere la coda. Pensate: abbiamo mandato un paio di occhi robotici - più di un paio, a dire il vero, e molto più che semplici occhi - a osservare la nascita della coda di una cometa. Straordinario.

Un immenso album fotografico di immagini scattate da Rosetta, la missione dell'ESA (European Space Agency) conclusasi il 30 settembre 2016, durante il suo incredibile ed emozionante viaggio verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Non solo fotografie ma anche dati raccolti e resi disponibili negli archivi dell'ESA grazie al lavoro del gruppo di ricerca che si è occupato della camera OSIRIS e che hanno elaborato e rilasciato il materiale in Archive Image Browser e in Planetary Science Archive.

Plutone potrebbe aver avuto un'origine diversa rispetto a quella teorizzata da anni dagli astronomi. Miliardi di comete potrebbero, infatti, aver contribuito alla sua formazione. Lo affermano gli studiosi del Southwest Research Institute (Texas, Stati Uniti) che hanno pubblicato i risultati di osservazioni e di analisi di dati provenienti dallo spazio sulla rivista scientifica Icarus.

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