Sapere Scienza

Sapere Scienza

Senza la sua localizzazione non potremmo usare il navigatore della nostra automobile o Google Maps sul nostro smartphone. È il polo nord magnetico della Terra e, proprio in questi giorni, è giunta notizia che si stia spostando molto velocemente e in maniera inaspettata.

Vigilia di Natale del 1968, cinquant'anni fa. Tre astronauti della NASA viaggiano nell'orbita lunare a bordo della navicella Apollo 8; una missione importante, in vista dell'allunaggio previsto sette mesi dopo. All'improvviso si trovano davanti uno spettacolo che li lascia senza fiato. Dall'oblò, tra lo spoglio suolo lunare e lo sfondo del buio cosmico, appare la Terra: una fragile e meravigliosa nicchia di vita in un'immensità di materia inanimata.

Dallo scambio di composti volatili quali l'acqua, il carbonio, l'azoto e i gas nobili tra le profondità della Terra e la sua superficie dipende l'abitabilità del nostro pianeta. I cambiamenti a cui quest'ultimo è andato incontro sono stati tanti nel corso dei suoi 4,5 miliardi di anni, incluso l'aver iniziato a incorporare e conservare i suddetti composti volatili prima di rimetterli in circolo in superficie attraverso le eruzioni vulcaniche. Col passare dei millenni, queste sostanze sono passate dall'atmosfera al mantello, quello strato della Terra che si trova subito sotto la crosta terrestre e che arriva a ridosso del nucleo, a circa 2900 chilometri di profondità. Ciò che abbiamo appena descritto fa parte del fenomeno di subduzione. Di cosa si tratta? Perché è importante capire quando questo processo abbia avuto inizio? Ce lo spiega un articolo pubblicato su Nature da due ricercatori, Rita Parai e Sujoy Mukhopadhyay, rispettivamente della Washington University e della University of California, Davis.

I crateri terrestri dovuti a impatti di asteroidi sono quelli, in qualche modo, visibili e studiabili o ce ne sono altri più vecchi, scomparsi a causa dell'erosione e dei processi geologici in atto sul nostro pianeta? Sembra una domanda molto specifica ma le ricadute della risposta sono in grado di arricchirci con nuove conoscenze sulla storia della vita sulla Terra. In un articolo pubblicato su Science, gli scienziati descrivono un nuovo capitolo riguardante il tasso di collisioni di asteroidi grazie alle prove fornite da una testimone degli eventi che hanno scolpito il nostro Sistema solare: la Luna.

Quanto è cresciuta la massa della Terra dopo la nascita della Luna? Fino a oggi si pensava che il contributo di materiale “alieno” corrispondesse allo 0,5% del totale della massa terrestre ma, secondo gli studi descritti in un articolo pubblicato pochi giorni fa su Nature Geoscience, le prime fasi della storia del nostro pianeta potrebbero essere state un po’ più turbolente.

È passato circa un anno dagli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia. Costituiscono la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, come la definisce l’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I terremoti ebbero inizio il 24 agosto 2016 con successivi episodi, anche di magnitudo piuttosto elevate, con epicentri compresi tra la Valle del Tronto, i Monti Sibillini, i Monti della Laga e i Monti dell’Alto Aterno. Tutti ricordiamo la drammaticità di quei giorni e spesso siamo atterriti davanti alle forze che la natura può scatenare. Conoscere la geologia può aiutarci a comprendere e affrontare simili tragedie.

tirelli

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