Sapere Scienza

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C'è acqua sulla Luna? Misurare la sua presenza e comprenderne l'origine è un obiettivo importante per gli scienziati, sia per ricostruire la storia e l'evoluzione del nostro satellite naturale, sia per poter progettare nuove missioni. I ricercatori della NASA e del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory di Laurel, nel Maryland (Stati Uniti), hanno pubblicato su Nature Geoscience i risultati dell'elaborazione dei dati raccolti dalla missione LADEE, la prova che raffiche di meteoroidi, impattando sulla superficie lunare, riescono a liberare acqua presente nel sottosuolo.

La Settimana Nazionale dell'Astronomia 2019 sta per essere inaugurata e proprio nelle ultime settimane sono stati pubblicati numerosi studi che ridisegnano le nostre conoscenze su Marte. Nuovi dati che continuano a narrarci la storia dell'evoluzione dei paesaggi color ruggine di questo pianeta ma anche qualche inconveniente incontrato nel cammino di questo ramo dell'esplorazione spaziale.

C'è acqua su Marte e contiene sali. Sono questi i risultati delle ultime scoperte del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA che ha svelato l'origine delle misteriose striature che compaiono periodicamente sulle montagne del Pianeta Rosso.

Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Jet Propulsion Laboratory (JPL) ha pubblicato uno studio sulla rivista Nature Geoscience in cui si afferma che, se c'è acqua allo stato liquido su Marte, in determinate condizioni conterrà più ossigeno di quanto inizialmente potessimo immaginare. Secondo la ricerca, i livelli potrebbero addirittura superare la soglia necessaria per semplici forme di vita che utilizzano la respirazione aerobica. Cerchiamo di capire meglio le implicazioni di questa scoperta.

Da tempo Europa, satellite di Giove, è un candidato d'eccellenza per ospitare la vita extraterrestre, perché il suo oceano sottosuperficiale potrebbe contenere microrganismi. Ora, il telescopio Hubble della NASA ha scoperto che questa luna emette geyser nello spazio.

Quando i cowboy arrivarono nelle pianure centrali nordamericane, rimasero probabilmente molto delusi da quei territori aridi, ventosi e inospitali. Non potevano immaginare che sotto i loro piedi fosse annidato quello che in seguito sarebbe stato chiamato Ogallala: un enorme mare di acqua dolce che si estende fino a circa 300…
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