Sapere Scienza

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Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Jet Propulsion Laboratory (JPL) ha pubblicato uno studio sulla rivista Nature Geoscience in cui si afferma che, se c'è acqua allo stato liquido su Marte, in determinate condizioni conterrà più ossigeno di quanto inizialmente potessimo immaginare. Secondo la ricerca, i livelli potrebbero addirittura superare la soglia necessaria per semplici forme di vita che utilizzano la respirazione aerobica. Cerchiamo di capire meglio le implicazioni di questa scoperta.

Quando i cowboy arrivarono nelle pianure centrali nordamericane, rimasero probabilmente molto delusi da quei territori aridi, ventosi e inospitali. Non potevano immaginare che sotto i loro piedi fosse annidato quello che in seguito sarebbe stato chiamato Ogallala: un enorme mare di acqua dolce che si estende fino a circa 300 m di profondità, su una superficie pari a una volta e mezzo l’Italia.

La presenza di acqua liquida al di sotto delle calotte polari di Marte è sempre stata intuita ma mai osservata. Fino a quando il radar MARSIS non è riuscito a trovarne le prove e i suoi dati sono stati elaborati e pubblicati in un articolo appena uscito su Science, che vede come autori un team tutto italiano.

Usando dati di origine satellitare, un gruppo di ricercatori della Brown University è riuscito a individuare per la prima volta acqua diffusa nella parte interiore di un antico deposito di un vulcano esplosivo sulla Luna.

Riuscire a filtrare e purificare le acque è un obiettivo centrale per il recupero di risorse compromesse a causa dello spesso sconsiderato sfruttamento e inquinamento da parte della società. È per questo che i ricercatori francesi del CNRS - Center National de la Recherche Scientifique - hanno sviluppato una membrana con dei canali artificiali ispirati a qualcosa di già esistente in natura: le acquaporine, le proteine che formano i pori nelle membrane biologiche. Cosa rende queste strutture bioispirate così speciali? Scopriamolo insieme.

Da tempo Europa, satellite di Giove, è un candidato d'eccellenza per ospitare la vita extraterrestre, perché il suo oceano sottosuperficiale potrebbe contenere microrganismi. Ora, il telescopio Hubble della NASA ha scoperto che questa luna emette geyser nello spazio.

I vertebrati hanno dovuto affrontare un lungo cammino e una serie di incredibili trasformazioni per conquistare le terre emerse, e sono tutt'oggi tra i pochissimi gruppi animali ad aver completamente abbandonato la dipendenza dall'acqua e a essersi adattati a quasi tutti gli ambienti terrestri. Tuttavia, il ritorno all'acqua dei tetrapodi (cioè i vertebrati con quattro zampe), si è verificato diverse volte sin dall'inizio dell'evoluzione delle forme terrestri: ittiosauri, plesiosauri, coccodrilli, tartarughe, serpenti e mammiferi sono gli esempi più eclatanti di come i vertebrati possano tornare a vivere in acqua, spesso perdendo la capacità di muoversi sulla terraferma.

Qualcuno avrà certamente notato che ogni sei mesi, immancabilmente, una qualche agenzia spaziale lancia trionfalistici comunicati stampa annunciando la scoperta dell’acqua su Marte. Un fatto alquanto strano, dato che una cosa può essere scoperta solo una volta e che l’esistenza di acqua nell’atmosfera marziana fu dimostrata dall’astronomo americano Vesto Slipher nell’ormai lontano 1903.

C'è acqua su Marte e contiene sali. Sono questi i risultati delle ultime scoperte del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA che ha svelato l'origine delle misteriose striature che compaiono periodicamente sulle montagne del Pianeta Rosso.

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clark

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