Sapere Scienza

Sapere Scienza

I cereali sono alla base dell’alimentazione umana e le tracce del loro utilizzo si perdono nei lontani albori della nostra storia. Le Graminacee (in botanica si parla della famiglia delle Poaceae), costituiscono l’80% delle coltivazioni finalizzate alla produzione alimentare. Una parte del successo di questi vegetali è dovuto alla loro capacità di resistere alla mancanza d’acqua. Come fanno queste piante ad adattarsi velocemente alla modifica delle condizioni di umidità dell’ambiente in cui vivono? Scopriamolo insieme.

Una scoperta che cambierà la nostra conoscenza dei meccanismi della fotosintesi clorofilliana tanto da dovere, probabilmente, riscrivere i testi dai quali l'abbiamo studiata. Lo studio che ci svela i nuovi segreti di questo processo è stato pubblicato su Science da un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra. Se siete curiosi di capire di cosa si tratta, continuate a leggere.

Lo studio di un sistema digestivo inusuale, appartenente a un antico gruppo di insetti, sta fornendo un nuovo punto di vista nello sviluppo e produzione di biocombustibile. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, ha rivelato come l’abilità di questi artropodi di digerire la cellulosa potrebbe essere sfruttata dall’industria per la produzione di combustibili con basso tenore di carbone, riuscendo così a ridurre le emissioni di gas serra.

Il profumo dei fiori di melo e di pero non è sempre lo stesso: un particolare patogeno batterico è in grado di modificarne l'aroma favorendo così la sua diffusione di fiore in fiore attraverso il lavoro delle api. A scoprire questa ingegnosa strategia di propagazione è stato un gruppo di ricerca delle università di Bologna e di Bolzano. I risultati dello studio - pubblicati su The ISME Journal-Multidisciplinary Journal of Microbial Ecology - mostrano come Erwinia amylovora, uno dei principali patogeni del melo e del pero, sia in grado di modificare la fragranza dei fiori negli alberi colpiti in modo che le api, ingannate dal nuovo bouquet di profumo, trasportino il batterio da una pianta all'altra.

Il rapporto dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) recentemente pubblicato ci ha messo in guardia sulle conseguenze del riscaldamento globale. In realtà stiamo già sperimentando gli effetti del global warming ma, in un futuro neanche troppo lontano, saranno i piccoli piaceri che ci concediamo a tavola a ricordarci quanto abbiamo danneggiato il nostro pianeta. Un boccale di birra, una tazzina di caffè, un cubetto di cioccolato o un calice di vino potrebbero diventare un lusso.

Come già affermato più volte, la biodiversità è fortemente minacciata e l'alto tasso di estinzione di specie, a livello locale e globale, ne è una dolorosa conferma. I cambiamenti climatici e lo sfruttamento dei terreni da parte dell'uomo non migliora di certo una condizione già precaria. Riusciremo a superare la triplice sfida che l'Antropocene - una delle epoche più devastanti che la Terra abbia mai conosciuto - ci sta lanciando? Riusciremo a prevenire la perdita di biodiversità, a mitigare e ad adattarci al riscaldamento globale e a fornire in maniera sostenibile risorse per le popolazioni umana, in costante aumento? Secondo una review, pubblicata recentemente su Science, una delle soluzioni potrebbe provenire proprio dal corretto utilizzo dei terreni lavorati quali le coltivazioni, i pascoli e le aree boschive.

Pagina 1 di 2

tirelli

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.