Sapere Scienza

Sapere Scienza

Un gruppo interdisciplinare di scienziati baresi ha ottenuto il primo posto in una competizione internazionale, lanciata dall'Università di Harvard, che mirava a individuare i migliori algoritmi per l'analisi di immagini di risonanza magnetica strutturale del cervello allo scopo di predire, con la maggior precisione possibile, l’eventuale presenza di patologie neurodegenerative, tra cui la malattia di Alzheimer, la Sla o il Parkinson.

Il traffico, soprattutto nei grandi centri abitati, è un ostacolo per il normale funzionamento della vita cittadina: caos, ritardi, inquinamento atmosferico e acustico spesso regnano incontrastati in metropoli come New York (ma anche nelle nostre Roma, Milano, Napoli e Bari). La ricerca sta tentando di trovare una soluzione valida per regolare il flusso dei mezzi di trasporto, un esempio è l’introduzione di autoveicoli a guida autonoma, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. Un nuovo approccio, a cui la rivista Nature ha dedicato la copertina, è stato sviluppato da un team di ricercatori dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-IIT) di Pisa, del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e della Cornell University di New York.

Buone notizie per i pedoni. Quante volte avete cercato la strada da percorrere in una nuova città con Google Maps e vi siete ritrovati a camminare in luoghi poco sicuri, ad esempio senza marciapiedi? I percorsi indicati dalle app presenti sul mercato ci segnalano la via più veloce e mai quella più sicura. Un algoritmo sviluppato dagli scienziati dell'Università di Cardiff (Galles) potrebbe migliorare questo aspetto della viabilità e diminuire il rischio di incidenti stradali.

Professionisti di qualsiasi ambito - dai giornalisti ai commercianti - possono accedere a corposi set di dati per ricavarne informazioni utili per il proprio lavoro. Maneggiare una miriade di numeri, però, richiede la comprensione, a volte anche approfondita, della statistica, l'insieme di metodi scientifici il cui scopo è la conoscenza quantitativa e qualitativa dei fenomeni collettivi (fenomeni il cui studio richiede una pluralità di osservazioni) mediante la raccolta, l'ordinamento, la sintesi e l'analisi dei dati. Ciò restringe di molto il campo di azione dei non esperti. E se ci fosse una soluzione, un modo per esaminare il materiale a disposizione con strumenti per i non addetti? A questo hanno pensato i ricercatori del MIT-Massachusetts Institute of Technology.

Siamo ormai letteralmente circondati dai navigatori per orientarci negli spostamenti: basati su ricevitori di segnali GPS (acronimo di Global Positioning System), questi strumenti ci consentono di individuare il percorso migliore per raggiungere la destinazione desiderata, sia essa la casa di un amico, un hotel, una pizzeria o un museo. Non tutti sanno però che l'ingrediente nascosto, ma fondamentale, dei navigatori è la matematica.

Una delle produzioni di maggior prestigio per il made-in-Italy è quella agroalimentare che esporta sulle tavole di tutto il mondo gli ingredienti tipici di una buona dieta mediterranea. Tuttavia, anche i metodi di produzione più fedeli alle tradizioni possono avvalersi di una molteplicità di tecnologie matematiche in grado di supportare i vari livelli di tutta la filiera verticale. Insomma, dai campi... alla tavola!

I suoni sono vibrazioni dell'aria che colpiscono i nostri timpani. All'inizio dell'era della loro riproduzione, a partire dal fonografo di Edison nel 1877, si utilizzava il metodo analogico: la vibrazione dell'aria veniva trasformata in un'analoga vibrazione del segnale elettrico e viceversa. Solo a partire dal 1979 si è avuto un graduale passaggio alla musica digitale, ottenibile attraverso la conversione dei segnali analogici in segnali numerici.

La valutazione dello stato di coscienza in un paziente è un terreno minato. Ad oggi non abbiamo ancora stabilito con criteri oggettivi una definizione di "coscienza" e l'esame per misurarla consiste in un test effettuato dal personale medico direttamente sull'interessato, senza l'ausilio di una strumentazione e di risultati non strettamente legati all'interpretazione del singolo. Proprio alla luce di questo, gli scienziati stanno cercando da anni un modo di stimare lo stato di coscienza di una persona con nuove tecniche di analisi. In un articolo pubblicato sulla rivista Brain, la risposta sembra essere un algoritmo che passa in rassegna i segnali forniti da un elettroencefalogramma. Ma siamo pronti a far decidere a una macchina la condizione di vita o di morte di un essere umano?

In un giorno di pioggia oppure osservando un lavandino malfunzionante: quante volte siamo rimasti ipnotizzati dalla caduta di una goccia di liquido su una superficie. Non ci saremmo mai aspettati, però, che questo fenomeno potesse rivestire un ruolo importante in ambiti come l'agricoltura o la sanità. È proprio per questo che è stato studiato con attenzione dagli scienziati del MIT - Massachusetts Institute of Technology, che hanno descritto le loro scoperte in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review Letters.

Un team di ricercatori, provenienti dalle università di Lehigh, Toronto e dalla University of California (Berkeley), ha esaminato 1000 anni di sviluppo della lingua inglese, identificando l’algoritmo che descrive il modo in cui la mente umana ha creato i differenti sensi di una singola parola. Un risultato che potrebbe portare al miglioramento dell’interazione tra esseri umani e calcolatori.

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clark

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