Sapere Scienza

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È stato firmato a Lecce, domenica 24 marzo 2019, un Joint Research Agreement per l'istituzione di quattro centri di ricerca congiunti localizzati nel Mezzogiorno. L'accordo è stato sottoscritto dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio, e l'Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro per il Sud Barbara Lezzi e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. I ricercatori coinvolti si dedicheranno a progetti dedicati alla comprensione dei cambiamenti climatici e alla sostenibilità ambientale.

Il fenomeno degli orti urbani - spazi verdi, solitamente di proprietà comunale e di dimensione variabili, gestiti da gruppi di cittadini - è in continua crescita in Italia. Ora i primi risultati del progetto SustUrbanFood dell'Università di Bologna, dedicato a studiare l'impatto dell'agricoltura in città, ci rivelano quanto queste preziose realtà facciano bene all'ambiente, alla società e all'economia.

È una corsa contro il tempo quella che l'intera umanità sta affrontando per evitare i catastrofici effetti del riscaldamento globale. Il rapporto IPCC ci ha redarguito sulla necessità di rapidi e drastici cambiamenti prima che sia troppo tardi per agire: gli Stati firmatari dell'Accordo di Parigi dovrebbero limitare l'innalzamento delle temperature globali di 1,5°C, prevedendo una diminuzione delle emissioni globali nette di anidride carbonica, causate dalle attività umane, del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo "zero netto" intorno al 2050. Un obiettivo quasi impossibile. In questo contesto, la riforestazione è sempre stata considerata una delle armi per diminuire la quantità di CO2 nell'atmosfera ma, recenti studi descritti in un articolo pubblicato nel sito di Nature, ci mette in guardia sulla semplificazione di tale concetto. Gli alberi sono un sistema complesso e non sempre il loro contributo potrebbe risultare salvifico.

L'utilizzo di nanoparticelle si è diffuso in numerosi ambiti negli ultimi venti anni. Prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari e molti altri ne contengono e, inevitabilmente, parte di questo carico viene disperso nell'ambiente. Quali sono gli effetti di questo ciclo? I ricercatori si stanno preoccupando di trovare una risposta per questa domanda e un gruppo di scienziati della University of Minnesota ha descritto una particolare conseguenza di questa tipologia di inquinamento: lo sviluppo di resistenza in un batterio, Shewanella oneidensis MR-1.

«Dai un pesce a un uomo e mangerà per un giorno, insegnagli a pescare e svuoterà l’oceano». Questo detto vi suona forse familiare, ma la conclusione, in realtà, era qualcosa tipo «insegnagli a pescare e potrà mangiare per tutta la vita».

Il polistirene è onnipresente nelle nostre case: utilizzato per l’imballaggio e come isolante se espanso (noi tutti lo conosciamo con il nome di polistirolo), è anche il materiale con il quale sono prodotti oggetti per l’industria alimentare quali le posate usa e getta, i contenitori delle uova e i barattoli di creme o yogurt. Questo polimero è nostro compagno ormai da decenni e non ce ne libereremo tanto facilmente infatti non è biodegradabile. È uno dei suoi più grandi difetti. Fortunatamente, dall’Università del Maryland, stanno arrivando notizie positive: un gruppo di ricerca ha pubblicato su Science Advances un articolo riguardante un possibile sostituto del polistirene: il nanolegno.

Ho pubblicato di recente su Facebook un bilancio economico del primo semestre di possesso di un'auto elettrica: risparmio complessivo 1000 € tondi (carburante, bollo, assicurazione, parcheggi). Si è scatenato un diluvio inaspettato di reazioni e commenti, molti dei quali hanno evidenziato una disinformazione sconsolante.

Un'edizione speciale, unica, irripetibile per Festambiente 2018, il festival nazionale di Legambiente, che quest'anno compie trent'anni. La manifestazione avrà luogo dal 10 al 19 agosto: dieci giorni in cui perdersi tra concerti, cinema, laboratori, spettacoli e percorsi per bambini e ragazzi, dibattiti, mostre mercato, numerosi punti ristoro con piatti tradizionali e biologici e degustazioni di prodotti tipici provenienti da tutta Italia.

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Non è la prima volta che sentiamo parlare di quanto il nostro stile di vita, nello specifico il modo in cui ci nutriamo, possa influenzare la salute del nostro pianeta oltre che la nostra. Questo legame sta divenendo sempre più stretto e rilevante per garantire un futuro alle generazioni che verranno. Proprio poche settimane fa, una commissione di esperti, ha pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet i risultati di uno studio che ha lo scopo di porre le basi per un nuovo sistema alimentare globale, partendo dalle nostre tavole e arrivando ai problemi di nutrizione e sostenibilità nell'intera umanità.

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