Sapere Scienza

Sapere Scienza
Il cosiddetto biota di Ediacara (571 – 541 milioni di anni fa) è tutt'oggi oggetto di accese discussioni tra gli specialisti. Questo insieme di faune, distribuito su tutto il pianeta e risalente a poco prima del Cambriano, è costituito da alcuni organismi chiaramente di origine animale, come Kimberella, ma la…
Avrete sentito l’espressione “sguardo tagliente” (esiste persino un personaggio dell’epica di Tolkien con questo nome, Maeglin), in genere viene usata come complimento per l’acuità visiva di una persona. Questo concetto in natura è preso molto sul serio, soprattutto da un gruppo di pesci i cui rappresentanti sono noti anche a…
Le forme di comunicazione in Natura sono tantissime e coinvolgono tutti i possibili sensi: colori e posture colpiscono la vista, sostanze odorose e ormoni si rivolgono ai diversi metodi di percezione chimica, e il suono è un ottimo mezzo per dare e ricevere informazioni. Gli ippopotami, per esempio, riescono a…

È sorprendente pensare ai lunghissimi viaggi affrontati dagli uccelli migratori. Una delle curiosità più ricorrenti riguarda il modo in cui si orientano per giungere a destinazione. Come faranno questi instancabili volatili a percorrere chilometri e chilometri, riuscendo a capire dove andare per arrivare presso la meta prefissata. Tra i trucchi di questi animali c'è la magnetoricezione, la capacità di percepire il campo magnetico terrestre per orientarsi. Nel corso di anni di ricerca si è scoperto che questa abilità appartiene anche ad altri esseri viventi. E l'uomo? Da decenni si cerca di comprendere se anche noi essere umani possediamo questa sorta di bussola interna. Un recente studio, pubblicato su eNeuro, potrebbe aver tracciato la giusta strada per confermare questa ipotesi.

L’azzurro del cielo, il blu profondo dei mari, il bianco delle distese di ghiaccio. I contorni netti che immaginiamo ogni volta che sentiamo parlare di Antartide contribuiscono a innalzare un alone di mistero intorno a questo territorio percepito come lontano e affascinante. Cosa sappiamo veramente del Polo sud del nostro pianeta? Quali sorprese ci riserva?

Gli appassionati di film sui mostri ricorderanno senza dubbio i Graboid, i giganteschi "vermi" della serie Tremors, e – purtroppo per i fan di Tolkien – anche i vermi che scavano nelle Montagne Nebbiose visibili durante il terzo film de Lo Hobbit. Di fatto, scavare nella roccia non è una…

Era stato trovato in giro a curiosare in una piantagione di palme per la produzione di olio e incarnava la speranza di poter perpetuare la sua specie. Era Tam, l'ultimo rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis) della Malesia e, purtroppo, è morto senza lasciare dei successori. La sua scomparsa rende sempre più incombente l'estinzione di questi animali. Li stiamo per perdere o possiamo ancora intraprendere un ultimo difficile tentativo per salvarli?

La primavera sta arrivando e presto i nostri cieli saranno popolati da allegre rondini, uno degli esempi più conosciuti di uccelli migratori. Vi siete mai chiesti come facciano a trovare ogni anno la strada per viaggiare tra Africa ed Europa? Tra le strategie adoperate c’è l’osservazione del cielo, lo stesso strumento che i grandi esploratori hanno utilizzato fino all’avvento della bussola e, ai giorni d’oggi, delle tecnologie di geolocalizzazione (l’amatissimo GPS - Global Positioning System). Sono tanti gli animali che guardano il cielo stellato per orientarsi e, un recente studio dell’Università di Lund, ha riunito i risultati di questi anni di ricerca per tirare le somme e pianificare nuovi obiettivi.

È quasi immediato pensare all'allattamento come una forma di cura parentale esclusiva dei mammiferi. Non è così. Esistono altre specie che nutrono i propri piccoli con liquidi assimilabili al latte, con differenti composizioni legate alle diverse funzioni da svolgere. Un recente articolo pubblicato su The New York Times Science ha tracciato un breve excursus in quella che potremmo definire la Via Lattea che attraversa il regno animale.

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