Sapere Scienza

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Era il 1929 quando Alexander Fleming, quasi per caso, scoprì l'azione antibiotica della penicillina in una piastra su cui stavano crescendo colonie di Staphylococcus aureus. La nostra guerra contro i patogeni sembrava essere stata vinta ma quella era solo una battaglia e oggi, nel 2019, sembra che il genere umano stia subendo una rivincita da parte di questi microrganismi. Tra i tanti esempi di resistenza agli antibiotici, è giunto all'onore delle cronache, grazie a un lungo articolo pubblicato su The New York Times, il fungo Candida auris.

È stato di recente caratterizzato un gene dello Staphylococcus aureus coinvolto nella virulenza, nella formazione di biofilm (aggregati di batteri) e nella resistenza ad alcuni antibiotici. Gli studi sono stati svolti da un gruppo di ricerca dell’Institut Pasteur - CNRS di Parigi e i risultati sono stati pubblicati nelle pagine della rivista internazionale PLoS Pathogens. Cos’è lo Staphylococcus aureus e perché questo lavoro potrebbe essere importante in termini di sanità pubblica? Scopriamolo insieme.

La diffusione di batteri multiresistenti continua a destare una forte preoccupazione. In questi primi mesi del 2015 sono stati completati dall’Istituto Superiore di Sanità i report sul consumo dei farmaci e sul tipo di germi multiresistenti circolanti nei nostri ospedali e in comunità e da questi è emerso che la…
Secondo il rapporto del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC), dal 2018 ad oggi in Italia sono stati registrati 350 nuovi casi di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici carbapenemi, concentrati in massima parte nell'area nord-ovest della Toscana.I microrganismi responsabili, denominati batteri New Delhi, appartengono…

La resistenza agli antibiotici sviluppata da batteri è una reale minaccia per la salute a livello globale. Una delle soluzioni prevede l'utilizzo di batteriofagi, dei virus, per eliminare i microrganismi patogeni. Un gruppo di ricerca del MIT ha pensato di ingegnerizzare questi virus per attaccare specifici ceppi di Escherichia coli e i risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista Cell.

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