Sapere Scienza

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La diffusione di batteri multiresistenti continua a destare una forte preoccupazione. In questi primi mesi del 2015 sono stati completati dall’Istituto Superiore di Sanità i report sul consumo dei farmaci e sul tipo di germi multiresistenti circolanti nei nostri ospedali e in comunità e da questi è emerso che la situazione in Italia è peggiore rispetto alle medie europee soprattutto per quanto riguarda i germi gram-negativi, come la famigerata Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi.

È stato di recente caratterizzato un gene dello Staphylococcus aureus coinvolto nella virulenza, nella formazione di biofilm (aggregati di batteri) e nella resistenza ad alcuni antibiotici. Gli studi sono stati svolti da un gruppo di ricerca dell’Institut Pasteur - CNRS di Parigi e i risultati sono stati pubblicati nelle pagine della rivista internazionale PLoS Pathogens. Cos’è lo Staphylococcus aureus e perché questo lavoro potrebbe essere importante in termini di sanità pubblica? Scopriamolo insieme.

Secondo il rapporto del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC), dal 2018 ad oggi in Italia sono stati registrati 350 nuovi casi di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici carbapenemi, concentrati in massima parte nell'area nord-ovest della Toscana.
I microrganismi responsabili, denominati batteri New Delhi, appartengono al gruppo delle Enterobacteriaceae, una famiglia di batteri Gram-negativi che popolano comunemente l'intestino dell'uomo e di altri animali. Patogeni opportunisti, possono causare una grande varietà di disturbi: spesso si tratta di infezioni del tratto urinario o diarrea, ma in pazienti immunodepressi, particolarmente suscettibili all'attacco, sono state documentate anche polmoniti, meningiti e sepsi.

Era il 1929 quando Alexander Fleming, quasi per caso, scoprì l'azione antibiotica della penicillina in una piastra su cui stavano crescendo colonie di Staphylococcus aureus. La nostra guerra contro i patogeni sembrava essere stata vinta ma quella era solo una battaglia e oggi, nel 2019, sembra che il genere umano stia subendo una rivincita da parte di questi microrganismi. Tra i tanti esempi di resistenza agli antibiotici, è giunto all'onore delle cronache, grazie a un lungo articolo pubblicato su The New York Times, il fungo Candida auris.

Da alcuni anni il fenomeno dell'antibioticoresistenza ha raggiunto livelli allarmanti in tutto il mondo. Il progressivo sviluppo di resistenza ai farmaci antimicrobici è dovuto, tra le altre cose, all'utilizzo inappropriato di tali farmaci nei settori di sanità pubblica, agricoltura, allevamento, ma anche a una non corretta applicazione delle misure di contenimento delle infezioni.

Clostridium difficile rappresenta uno dei più importanti agenti di diarrea associata all’abuso di antibiotici in ambiente ospedaliero. La patologia da esso provocata è strettamente correlata all’alterazione del microbiota intestinale, che ancora una volta dimostra la sua importanza nel mantenimento dello stato di salute dell’uomo.

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clark

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