Sapere Scienza

Sapere Scienza

Immaginare un mondo in cui una donna possa mostrare la propria forza fisica – o capacità solitamente riconosciute agli uomini - ha sempre affascinato molti. Lo dimostra il successo di personaggi come Xena, la principessa guerriera, o, più recentemente, Brienne di Tarth nella seguitissima serie televisiva Game of Thrones. Un recente studio sembra aver trovato le prove dell’esistenza di una donna guerriera nelle file dei vichinghi vissuti in Svezia tra l’VIII e il X secolo d.C. L’intera vicenda sviluppatasi intorno a questa ricerca riserva delle interessanti sorprese.

Cibo. O “food” come ora è di moda chiamare tutto ciò che riguarda l’enogastronomia, fino quasi ad arrivare alle scienze della nutrizione. Anche l’alimentazione degli esseri umani può raccontarci tante storie. Ora come nel passato. Questi racconti possono essere letti attraverso lo studio degli isotopi radioattivi. Volete saperne di più? Continuate a leggere e scoprirete quanto ciò che ingeriamo possa costituire un ottimo indizio per ricostruire aspetti culturali e sociali della nostra vita.

Ci osserva sereno, quasi divertito. Sarà stupito di tutta l’attenzione focalizzata su di lui negli ultimi giorni. Sto parlando di Ciccillo, l’uomo di Altamura, il più antico Neanderthal da cui siano state estratte porzioni di DNA. Scienza e arte sono riuscite a restituirci le sue sembianze e, in questo post, cercheremo di capire come sia possibile ricostruire un volto a partire da un cranio.

Non è la prima volta che paragoniamo le indagini scientifiche svolte per svelare i misteri della storia dell'arte a quelle portate avanti dalla polizia, legate a casi di cronaca. Questa volta l'analogia diventa strettissima poiché gli scienziati hanno voluto raccogliere prove per capire le cause della morte di un personaggio - a dir poco turbolento - della pittura italiana. Stiamo parlando di Michelangelo Merisi, conosciuto come il Caravaggio (1571-1610).

Questa settimana ho preso in prestito il titolo di un celebre film sui mutanti protagonisti dei fumetti della Marvel Comics, gli X-Men, per parlarvi di come l’archeologia possa aiutarci a cercare soluzioni per i tempi che verranno. Gli scavi, i resti umani, lo studio sistematico di dati ricavati da documenti antichi, possono essere i pezzi di un puzzle in grado di mostrarci gli errori da non commettere nuovamente e di suggerirci nuove soluzioni per la nostra sopravvivenza. La sopravvivenza della specie umana in un mondo sempre più urbanizzato, in un Antropocene – l’attuale era geologica, dominata dall’azione dell’Uomo sulla Natura - che ha modificato gli equilibri del nostro Pianeta.

Nel film “Il silenzio degli innocenti” il serial killer Hannibal Lecter, interpretato magistralmente da Anthony Hopkins, confessa di aver mangiato un fegato umano con “un bel piatto di fave e un buon Chianti”. Hannibal è un cannibale, si nutre di individui della sua stessa specie. Non dobbiamo stupirci, però, che anche al di là dei thriller, degli horror e della cronaca, vi siano storie di cannibalismo legate  alle civiltà passate e non riconducibili a casi di disturbo psichico. Ci giungono dalla preistoria britannnica tracce di uomini che, probabilmente, si sono cibati di propri simili. Perché lo hanno fatto? Lo scoprirete presto.

Lo stereotipo costruito con il passare degli anni intorno agli uomini di Neanderthal è quello di ominidi piuttosto nerboruti, adatti ad attività in cui è richiesta forza più che precisione. Questa interpretazione, supportata in parte dai ritrovamenti in cui è possibile osservare un'ossatura delle mani piuttosto robusta, sta iniziando a vacillare grazie alle nuove indagini archeologiche, le quali forniscono indizi di un comportamento culturale più sofisticato di quanto ci aspettassimo. Sembra, infatti, che gli individui di Homo neanderthalensis fossero "più sarti che muratori". Cosa significa questa affermazione? Scopriamolo a partire da un articolo recentemente pubblicato su Science Advances.

tirelli

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.