Sapere Scienza

Sapere Scienza

“Cantami, o Diva, del pelide Achille/l’ira funesta che infiniti addusse lutti/agli Achei...”. Inizia così il mitico poema di Omero, l’Iliade, che racconta le vicende legate alla guerra di Troia e le gesta di eroi quali Achille e Ulisse. Quando si parla delle origini della civiltà greca, mito, letteratura e storia si fondono in un intreccio stretto, molto difficile da sciogliere.

Conoscerete sicuramente i Bronzi di Riace. Le due statue furono rinvenute nel 1972, al largo dell’omonima località, nel mar Ionio. Molte altre opere, invece, rimangono negli abissi, tra mura d’acqua, divenendo parte dell’ecosistema marino. È qui che biologia e conservazione s'incontrano. Per questo motivo è nato www.marmisommersi.com.

“My name is Potato” è il titolo di una simpatica canzone interpretata nel lontano 1977 da Rita Pavone. La vera protagonista del brano e del video da esso tratto è una curiosa patata con un forte accento americano. Nella messa in scena c’è un fondo di verità: questo tubero, che insieme a pasta e pane fornisce una buona percentuale dei carboidrati che assumiamo nella nostra dieta, viene da lontano. Esistevano già prove che hanno permesso di ricostruire la sua storia ma la “pistola fumante”, che testimonia il luogo e il momento in cui gli uomini hanno deciso di coltivarla, è stata trovata solo recentemente.

L’intrigante Cleopatra, la bella Nefertiti, la combattiva Elisabetta I. Protagoniste della Storia che non rinunciavano a curare il proprio aspetto. Lo facevano con gli antenati di eyeliner, ciprie, rossetti, preparati con materie prime naturali quali minerali, vegetali e, a volte, anche animali. L’assenza di veri e propri processi di sintesi artificiale non significa, però, che questi cosmetici non potessero interagire in modo negativo con l’organismo, anzi, proprio la mancanza di dati scientifici ha portato le donne a truccarsi con sostanze che oggi sappiamo essere nocive. I ricercatori hanno approfondito con tecniche diagnostiche e studi medici la composizione e gli effetti del makeup del passato. Ciò che hanno scoperto non è affatto banale.

Torna a fine settembre l'appuntamento con la Settimana della Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori, l'occasione per conoscere la vita di persone ordinarie che svolgono un lavoro straordinario. La manifestazione, ancora una volta organizzata dall'associazione Frascati Scienza, vincitrice del bando della Commissione Europea Horizon 2020 nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska–Curie, ha in serbo per noi tanti incontri e attività, alcune delle quali vedranno scienza e beni culturali incontrarsi.

Come ho accennato nel precedente post, nel quale ho spiegato i principi alla base della datazione con il radiocarbonio, la teoria è piuttosto lontana dalla pratica. Il metodo parte da assunti che non sono sempre veri e che, anzi, causano non pochi problemi. La correzione da apportare alla data ottenuta, tenendo conto delle variabili cui i fenomeni fisici descritti vanno incontro, prende il nome di calibrazione. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratti.

Non è la prima volta che parliamo di Stonehenge, il sito inglese in cui è conservata una delle più famose e misteriose strutture megalitiche della Preistoria. Come avevamo già accennato e forse già sapete, sono stati numerosi gli approcci degli scienziati per comprenderne le modalità di costruzione e le finalità di utilizzo. E se cercassimo di battere un sentiero ancora inesplorato, cambiando punto di vista? Anzi, affidandoci proprio all’udito?

Era il 1960 quando Willard F. Libby vinse il premio Nobel “per il suo metodo che usa il Carbonio-14 per la determinazione dell’età in archeologia, geologia, geofisica e altri rami della scienza”. Ancora oggi questa è una delle migliori tecniche per scoprire l’età di reperti contenenti materiale organico.

Amati, invidiati, temuti, estremamente coccolati, incredibilmente cercati e diffusi in rete. Sono i nostri gatti, secondo animale domestico preferito dagli italiani: nel 2015 il 49,7% ospitava nella propria casa un felino. Come possiamo immaginare non sono sempre stati al nostro fianco: un tempo erano animali selvatici e solo successivamente hanno iniziato ad aiutare l’Uomo. Come e quando questo è accaduto? L’archeologia e la biologia stanno ricostruendo il lungo percorso che ha portato alla domesticazione e diffusione dei gatti in tutto il mondo.

In questa rubrica parliamo quasi sempre del patrimonio culturale e della sua conservazione. Purtroppo, in alcune regioni del mondo, non è il Tempo il più grande nemico dei resti delle civiltà passate.

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clark

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