Sapere Scienza

Sapere Scienza

“Maccarone...m’hai provocato e io te distruggo! Io me te magno!”. Questo esclamava Alberto Sordi davanti ad una invitante coppa di spaghetti dopo aver cercato di cenare “all’americana” in “Un americano a Roma”, pellicola del 1954. L’amore per la pasta, il rapporto quasi sentimentale che lega gli italiani ai piatti della tradizione, è retaggio antico. È questo che ci racconta un nuovo libro, scritto dall’archeologo David Breeze, “Bearsden: A Roman Fort on the Antonine Wall” (Bearsden: una fortificazione romana sul Vallo di Antonino).

Cosa ci fa del pigmento blu, il prezioso lapislazzuli, nel tartaro di una suora tedesca vissuta tra l'XI e il XII secolo? Un ritrovamento del tutto inaspettato che, però, sembra rafforzare la tesi per cui i monaci non fossero i soli a dedicarsi alla miniatura nel Medioevo e che anche le donne potessero essere delle apprezzate artiste.

Non solo battaglie, violenza e conflitti basati sulla religione. Le crociate hanno qualcosa in più da raccontarci, grazie al primo studio genetico effettuato sui resti di soldati ritrovati in un sito archeologico libanese. Emerge un nuovo frammento di storia che descrive una convivenza tra occidentali e orientali sfociata in relazioni e figli.

Prima delle festività natalizie abbiamo cominciato ad affrontare una nuova materia, la geoarcheologia, lo studio del territorio del passato, con il suo bagaglio di indizi riguardanti le interazioni tra Uomo e paesaggio. Una delle principali discipline adoperate in questo ambito è la micromorfologia. Cosa si nasconderà mai dietro questa strana parola? Continuate a leggere e lo scopriremo insieme.

Quelli che osservate nella foto sono frammenti di ossa. Più piccoli di una chiavetta USB, sicuramente non riconoscibili a un occhio non esperto, questi piccoli resti hanno custodito per 90.000 anni una storia genetica speciale. La storia di una ragazzina che aveva una mamma neandertaliana e un papà denisoviano. Questa è la prima volta in cui gli scienziati hanno identificato un individuo antico i cui genitori appartengono a due distinti gruppi umani. L'eccezionale scoperta è stata descritta nell'articolo pubblicato alcuni giorni fa su Nature.

A quanti sarà capitato di domandarsi come abbiano fatto strutture del Passato ad arrivare quasi integre fino ai giorni nostri? “Un tempo si lavorava meglio!”, “Secoli fa si costruiva per lasciare una testimonianza che potesse conservarsi quanto più a lungo possibile”. Queste sono solo alcune delle affermazioni che abbiamo ascoltato innumerevoli volte sull’argomento. Recentemente è stato pubblicato uno studio che dimostra come le maestranze di epoca romana fossero in grado di preparare un cemento straordinario per strutture a stretto contatto con il mare.

Torna a fine settembre l'appuntamento con la Settimana della Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori, l'occasione per conoscere la vita di persone ordinarie che svolgono un lavoro straordinario. La manifestazione, ancora una volta organizzata dall'associazione Frascati Scienza, vincitrice del bando della Commissione Europea Horizon 2020 nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska–Curie, ha in serbo per noi tanti incontri e attività, alcune delle quali vedranno scienza e beni culturali incontrarsi.

Amati, invidiati, temuti, estremamente coccolati, incredibilmente cercati e diffusi in rete. Sono i nostri gatti, secondo animale domestico preferito dagli italiani: nel 2015 il 49,7% ospitava nella propria casa un felino. Come possiamo immaginare non sono sempre stati al nostro fianco: un tempo erano animali selvatici e solo successivamente hanno iniziato ad aiutare l’Uomo. Come e quando questo è accaduto? L’archeologia e la biologia stanno ricostruendo il lungo percorso che ha portato alla domesticazione e diffusione dei gatti in tutto il mondo.

I turchesi sono pietre preziose, tra i simboli dell'arte delle antiche civiltà mesoamericane. Rocce e minerali sono spesso analizzati in contesti archeologici non solo per motivi legati alla conservazione e al restauro di manufatti ma anche per la ricostruzione della struttura delle società a cui appartenevano e delle rotte commerciali a essi legati. Come si può far questo a partire da un semplice oggetto? Ci viene in aiuto la geochimica, capace di ritrovare degli indizi piccoli e nascosti, quasi come le briciole della famosa fiaba di Hänsel e Gretel, in grado di condurci verso i luoghi di provenienza in cui il materiale è stato estratto.

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clark

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