Sapere Scienza

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Chissà se i soldati inglesi della Seconda Guerra Mondiale avrebbero potuto immaginare che quel nuovo strumento strategico per individuare il passaggio di aerei nei loro cieli sarebbe stato un ottimo alleato degli archeologi dei nostri tempi. Stiamo parlando dei radar e delle loro applicazioni.

 

Le balene sono animali fortemente minacciati: due esempi sono la balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis), vittima della caccia a fini commerciali, e la balena grigia (Eschrichtius robustus), scomparsa per ragioni ancora poco chiare. Una storia di sopravvivenza che potrebbe aver avuto luogo anche in tempi e luoghi inaspettati: nel Mediterraneo, in epoca pre-romana e romana.

Ancora una volta Google Arts & Culture ci permette di esplorare, seduti davanti ai nostri personal computer, luoghi lontani e opere straordinarie. Con la collaborazione del British Museum, ha aperto un “varco spazio-temporale” che ci catapulterà nel XIX secolo, in America Centrale, alla scoperta della civiltà maya.

Caldo, polvere e trepidazione. Ieri come oggi. Nel 1922, quando l’archeologo inglese Howard Carter scoprì la tomba di Tutankhamon, e pochi mesi fa, nel momento in cui un gruppo di ricercatori provenienti da tutto il mondo ha raccolto abbastanza indizi per confermare la presenza di altre due camere nascoste nel sepolcro del faraone. Un nuovo mistero da risolvere con gli strumenti a disposizione degli archeologi del XXI secolo.

Come dimenticare le pagine de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni che descrivevano una Milano messa in ginocchio da una terribile malattia. Era il 1630 e il morbo che decimava la popolazione era la peste bubbonica, patologia causata dal batterio Yersinia pestis. Questo microrganismo, però, non è sempre stato così infallibilmente letale. Una ricostruzione più completa della sua evoluzione è oggi possibile grazie alla decodifica di un genoma venuto da molto lontano: la Russia di circa 4000 anni fa.

Lo stereotipo costruito con il passare degli anni intorno agli uomini di Neanderthal è quello di ominidi piuttosto nerboruti, adatti ad attività in cui è richiesta forza più che precisione. Questa interpretazione, supportata in parte dai ritrovamenti in cui è possibile osservare un'ossatura delle mani piuttosto robusta, sta iniziando a vacillare grazie alle nuove indagini archeologiche, le quali forniscono indizi di un comportamento culturale più sofisticato di quanto ci aspettassimo. Sembra, infatti, che gli individui di Homo neanderthalensis fossero "più sarti che muratori". Cosa significa questa affermazione? Scopriamolo a partire da un articolo recentemente pubblicato su Science Advances.

Molte volte abbiamo paragonato il lavoro d’investigazione che osserviamo con il fiato sospeso in molte serie poliziesche a quello svolto dagli archeologi, che raccolgono indizi, interpretano tracce, mettono insieme i pezzi di una storia avvenuta in un passato remoto. Mai come questa volta, però, i metodi utilizzati sono simili a quelli adoperati nelle attuali scene del crimine. Le analisi forensi si mescolano all’archeologia sperimentale per un very cold case: freddo perché risalente a 14.000 anni fa ma anche perché il luogo di cui parleremo sono le gelate lande artiche.

Quando archeologia e genetica si uniscono, i risultati possono aprire una finestra sul passato e darci una visione chiara di dinamiche che altrimenti sarebbero difficilmente comprensibili. È successo questo nello studio che ha coinvolto numerosi enti, università e musei (tra cui il Natural History Museum di Londra) e che aveva come obiettivo la ricostruzione della storia dei primi cani vissuti in America.

“Cantami, o Diva, del pelide Achille/l’ira funesta che infiniti addusse lutti/agli Achei...”. Inizia così il mitico poema di Omero, l’Iliade, che racconta le vicende legate alla guerra di Troia e le gesta di eroi quali Achille e Ulisse. Quando si parla delle origini della civiltà greca, mito, letteratura e storia si fondono in un intreccio stretto, molto difficile da sciogliere.

Il nome dell’uomo nell’immagine è Context 958. No, non è un androide, è un uomo che viene dal Passato per raccontarci com’era la vita nella Cambridge medievale, messa in ginocchio dalla peste.

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clark

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