Sapere Scienza

Sapere Scienza

Una scheggia di un materiale simile a una roccia con dei segni incrociati di colore rosso. Un oggetto piccolo, delle dimensioni di pochi centimetri, che ha catturato l'attenzione degli archeologi che lo hanno ritrovato. Cosa avrà mai di speciale questo reperto? Potrebbe essere il disegno più antico eseguito da un Homo sapiens. Una prima forma di arte e di ragionamento simbolico? Dare una risposta a questo quesito è molto complesso e, per farlo, i ricercatori hanno svolto numerose analisi. I risultati ottenuti sono stati pubblicati su Nature.

Questa settimana, nell’ambito degli appuntamenti legati alle intersezioni tra arte e scienza, ho intervistato Matteo Farinella. Laureato in biologia, dopo una laurea specialistica in neurobiologia e un dottorato in neuroscienze alla UCL - University College of London, Matteo è riuscito a unire la sua passione per il disegno e la sua professionalità in campo scientifico in un percorso di divulgazione scientifica molto particolare.

Rita e Paola sono due gemelle che hanno scelto di percorre due cammini differenti: la prima è una celebre scienziata, la seconda un'artista affermata. Sono Rita Levi Montalcini e sua sorella le protagoniste della graphic novel pubblicata nel numero di aprile di Sapere. Testi e disegni di Annarita Scaramuzzi.

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In occasione del trentennale di Fondazione Golinelli, il fisico teorico del CERN di Ginevra, Alvaro De Rujula, e il fisico Sergio Bertolucci saranno i protagonisti della conferenza "Tra arte e scienza: la narrazione del Cosmo" che avrà luogo il 25 e il 26 giugno 2018 presso il Centro Arti e Scienze Golinelli, in via Paolo Nanni Costa n° 14, a Bologna.

 

Lo studio dell'Universo con lo sviluppo dell'astrofisica da un parte e le scoperte della ricerca nel campo della fisica delle particelle dall'altra hanno negli anni più recenti attivato un ricongiungimento tra i paradigmi dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo, offrendo oggi delle piste di ricerca convergenti, dirigendoci verso una piattaforma di sintesi per una sempre maggiore comprensione dell'universo e delle sue origini. Alvaro De Rujula dialogherà assieme al professore straordinario di Fisica sperimentale del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Sergio Bertolucci. Dopo il filosofo francese Pierre Lèvy, De Rujula è il secondo ospite del ciclo di incontri "Astronave Arione", che si inserisce nelle attività promosse dal centro di ricerca e sperimentazione voluto da Fondazione Golinelli, dedicato fin dalla sua ideazione al connubio tra arte, scienza e tecnologia.

 

Come per Lévy, il formati degli incontri, suddivisi in due giorni, prevede un doppio appuntamento: una conferenza pomeridiana aperta al pubblica (ingresso libero, dalle 17:30) e una mattinata di studio rivolta a un gruppo ristretto di ricercatori e dottorandi (su prenotazione, dalle ore 9:00 alle 13:00).

 

"Così come anticamente dal mare, è oggi dallo spazio che possono arrivare novità inaspettate e possono apparire nuovi mondi? - si chiede il presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti - Dopo aver esplorato durante la prima orbita dell'astronave Arione i confini del linguaggio tra uomo e macchina, apprendendo che l'approccio semantico all'intelligenza artificiale potrebbe presto rivoluzionare la capacità di apprendimento degli algoritmi artificiali, oltreché dare la genesi a una prima vera forma di intelligenza umana collettiva, in questa seconda missione esploreremo, tra le altre cose, se nell'universo le dimensioni dell'inaspettato, da una parte, e la conoscenza fisica più consapevole dello spazio cosmico che abitiamo, dall'altra, possono essere oggi sorgenti di nuove narrazioni e di inedite intuizioni artistiche nascenti da suggestioni tecnologiche o da nuove capacità mimetiche".

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale della Fondazione Golinelli www.fondazionegolinelli.it

Informazioni aggiuntive

  • città Bologna

Non è la prima volta che paragoniamo le indagini scientifiche svolte per svelare i misteri della storia dell'arte a quelle portate avanti dalla polizia, legate a casi di cronaca. Questa volta l'analogia diventa strettissima poiché gli scienziati hanno voluto raccogliere prove per capire le cause della morte di un personaggio - a dir poco turbolento - della pittura italiana. Stiamo parlando di Michelangelo Merisi, conosciuto come il Caravaggio (1571-1610).

Esistono passioni, nate durante gli anni dell’infanzia, che non ci abbandonano mai. È successo questo a Robert J. Lang: fisico americano che ha studiato presso i prestigiosi California Institute of Technology e Stanford University, ha lavorato alla NASA nel Jet Propulsion Laboratory ma non ha mai smesso di creare origami, fino a decidere di farlo diventare il suo mestiere, senza però allontanarsi dalla scienza.

Una donna austera con uno sguardo che tradisce curiosità e intelligenza. Il ritratto raffigurato in questa banconota da 500 marchi non poteva essere più esplicativo. È di lei che vi voglio parlare oggi, il lunedì che precede la giornata dedicata alle donne: Maria Sibylla Merian, un’artista, un’entomologa, un’esploratrice in un secolo che vedeva le ragazze relegate a un angolo della vita sociale e tenute ben lontane dalla ricerca scientifica. Però il diavolo fa le pentole e non i coperchi e Maria Sibylla seppe con astuzia ritagliarsi il suo ruolo in ambiti che, all’epoca, erano esclusivamente maschili.

Il buio ci accoglie in sala e veniamo immersi in un'atmosfera fuori dallo spazio e dal tempo, proiettati in una dimensione passata in cui la musica, la danza tra luci e ombre e la voce sapiente del narratore, raccontano una storia conosciuta da pochi, una vicenda in cui si mescolano geologia, entomologia, evoluzione e umanità. Questa è la storia di una farfalla, per l'esattezza una falena, la Brahmaea europaea, un vero e proprio fossile vivente ancora presente nel territorio del Vulture, in Basilicata, portata in scena nello spettacolo "The Everlasting Butterfly", realizzato dall'associazione Vulcanica in collaborazione con la Compagnia Teatrale L'Albero e l'associazione Liberascienza.

Entrare nel mondo di Maurizio Montalti, anche solo visitando il suo sito, è come trasformarsi in Alice ed esplorare uno strano paese delle meraviglie composto da oggetti vivi, fatti di funghi, alghe e batteri. Maurizio nasce come ingegnere gestionale ma presto capisce di dover iniziare una nuova vita, un’esistenza che implichi la creazione di nuove forme e la riflessione sul mondo che lo circonda. Fa esperienza all’estero e alla fine si stabilisce in Olanda, dove studia design e microbiologia e apre il suo spazio, Officina Corpuscoli, lì dove può esprimere le proprie idee e competenze e la sua naturale inclinazione alla multidisciplinarità. Proprio per questo motivo l’ho intervistato per “Scienza e beni culturali”.

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clark

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