Sapere Scienza

Sapere Scienza

Eteree e decadenti, belle e spaventose, sofferenti e immortali. Sono le cere anatomiche, una delle espressioni più chiare e affascinanti del connubio tra arte e scienza e di quanto la prima possa supportare la seconda. In Italia sono molte le collezioni che conservano questi delicati manufatti, la cui storia ha inizio lontano da noi nel tempo e nello spazio.

Questa settimana, nell’ambito degli appuntamenti legati alle intersezioni tra arte e scienza, ho intervistato Matteo Farinella. Laureato in biologia, dopo una laurea specialistica in neurobiologia e un dottorato in neuroscienze alla UCL - University College of London, Matteo è riuscito a unire la sua passione per il disegno e la sua professionalità in campo scientifico in un percorso di divulgazione scientifica molto particolare.

Il blog, ora rubrica, “Scienza e beni culturali” è sempre stato un angolo dedicato alla scienza applicata alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il legame tra scienza e arte, in realtà, è molto più ricco e sfaccettato ed è per questo che mi piacerebbe condividere con voi lettori nuovi spazi che parlino dell’interazione tra questi due ambiti solo apparentemente separati. A introdurre questa nuova serie di articoli è Alberto Michelon, una nostra vecchia conoscenza.

Il titolo del post di oggi riprende il nome di una graphic novel pubblicata qualche mese fa in Francia. Le parole di Fabien Grolleau e le tavole di Jérémie Royer, nel volume edito Nobrow Press, riportano in vita un personaggio forse poco conosciuto qui in Italia ma la cui esistenza ha molto da insegnarci.

Sarà capitato anche ad alcuni di voi di perdersi nelle illustrazioni di un libro scolastico o universitario: chi per dovere, per comprendere meglio ciò che si stava cercando di studiare e per memorizzare le informazioni in maniera “visiva”, chi per piacere, magari apprezzandone lo stile, i colori, la chiarezza. Come vi avevo già promesso, in questo nostro spazio settimanale parleremo anche di intersezioni tra arte e scienza e questo lunedì è finalmente arrivato il momento di introdurre l’illustrazione scientifica e naturalistica.

Esistono passioni, nate durante gli anni dell’infanzia, che non ci abbandonano mai. È successo questo a Robert J. Lang: fisico americano che ha studiato presso i prestigiosi California Institute of Technology e Stanford University, ha lavorato alla NASA nel Jet Propulsion Laboratory ma non ha mai smesso di creare origami, fino a decidere di farlo diventare il suo mestiere, senza però allontanarsi dalla scienza.

In occasione del trentennale di Fondazione Golinelli, il fisico teorico del CERN di Ginevra, Alvaro De Rujula, e il fisico Sergio Bertolucci saranno i protagonisti della conferenza "Tra arte e scienza: la narrazione del Cosmo" che avrà luogo il 25 e il 26 giugno 2018 presso il Centro Arti e Scienze Golinelli, in via Paolo Nanni Costa n° 14, a Bologna.

 

Lo studio dell'Universo con lo sviluppo dell'astrofisica da un parte e le scoperte della ricerca nel campo della fisica delle particelle dall'altra hanno negli anni più recenti attivato un ricongiungimento tra i paradigmi dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo, offrendo oggi delle piste di ricerca convergenti, dirigendoci verso una piattaforma di sintesi per una sempre maggiore comprensione dell'universo e delle sue origini. Alvaro De Rujula dialogherà assieme al professore straordinario di Fisica sperimentale del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Sergio Bertolucci. Dopo il filosofo francese Pierre Lèvy, De Rujula è il secondo ospite del ciclo di incontri "Astronave Arione", che si inserisce nelle attività promosse dal centro di ricerca e sperimentazione voluto da Fondazione Golinelli, dedicato fin dalla sua ideazione al connubio tra arte, scienza e tecnologia.

 

Come per Lévy, il formati degli incontri, suddivisi in due giorni, prevede un doppio appuntamento: una conferenza pomeridiana aperta al pubblica (ingresso libero, dalle 17:30) e una mattinata di studio rivolta a un gruppo ristretto di ricercatori e dottorandi (su prenotazione, dalle ore 9:00 alle 13:00).

 

"Così come anticamente dal mare, è oggi dallo spazio che possono arrivare novità inaspettate e possono apparire nuovi mondi? - si chiede il presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti - Dopo aver esplorato durante la prima orbita dell'astronave Arione i confini del linguaggio tra uomo e macchina, apprendendo che l'approccio semantico all'intelligenza artificiale potrebbe presto rivoluzionare la capacità di apprendimento degli algoritmi artificiali, oltreché dare la genesi a una prima vera forma di intelligenza umana collettiva, in questa seconda missione esploreremo, tra le altre cose, se nell'universo le dimensioni dell'inaspettato, da una parte, e la conoscenza fisica più consapevole dello spazio cosmico che abitiamo, dall'altra, possono essere oggi sorgenti di nuove narrazioni e di inedite intuizioni artistiche nascenti da suggestioni tecnologiche o da nuove capacità mimetiche".

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale della Fondazione Golinelli www.fondazionegolinelli.it

Informazioni aggiuntive

  • città Bologna

In occasione del trentennale di Fondazione Golinelli, il fisico teorico del CERN di Ginevra, Alvaro De Rujula, e il fisico Sergio Bertolucci saranno i protagonisti della conferenza "Tra arte e scienza: la narrazione del Cosmo" che avrà luogo il 25 e il 26 giugno 2018 presso il Centro Arti e Scienze Golinelli, in via Paolo Nanni Costa n° 14, a Bologna.

 

Lo studio dell'Universo con lo sviluppo dell'astrofisica da un parte e le scoperte della ricerca nel campo della fisica delle particelle dall'altra hanno negli anni più recenti attivato un ricongiungimento tra i paradigmi dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo, offrendo oggi delle piste di ricerca convergenti, dirigendoci verso una piattaforma di sintesi per una sempre maggiore comprensione dell'universo e delle sue origini. Alvaro De Rujula dialogherà assieme al professore straordinario di Fisica sperimentale del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Sergio Bertolucci. Dopo il filosofo francese Pierre Lèvy, De Rujula è il secondo ospite del ciclo di incontri "Astronave Arione", che si inserisce nelle attività promosse dal centro di ricerca e sperimentazione voluto da Fondazione Golinelli, dedicato fin dalla sua ideazione al connubio tra arte, scienza e tecnologia.

 

Come per Lévy, il formati degli incontri, suddivisi in due giorni, prevede un doppio appuntamento: una conferenza pomeridiana aperta al pubblica (ingresso libero, dalle 17:30) e una mattinata di studio rivolta a un gruppo ristretto di ricercatori e dottorandi (su prenotazione, dalle ore 9:00 alle 13:00).

 

"Così come anticamente dal mare, è oggi dallo spazio che possono arrivare novità inaspettate e possono apparire nuovi mondi? - si chiede il presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti - Dopo aver esplorato durante la prima orbita dell'astronave Arione i confini del linguaggio tra uomo e macchina, apprendendo che l'approccio semantico all'intelligenza artificiale potrebbe presto rivoluzionare la capacità di apprendimento degli algoritmi artificiali, oltreché dare la genesi a una prima vera forma di intelligenza umana collettiva, in questa seconda missione esploreremo, tra le altre cose, se nell'universo le dimensioni dell'inaspettato, da una parte, e la conoscenza fisica più consapevole dello spazio cosmico che abitiamo, dall'altra, possono essere oggi sorgenti di nuove narrazioni e di inedite intuizioni artistiche nascenti da suggestioni tecnologiche o da nuove capacità mimetiche".

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale della Fondazione Golinelli www.fondazionegolinelli.it

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  • città Bologna

Entrare nel mondo di Maurizio Montalti, anche solo visitando il suo sito, è come trasformarsi in Alice ed esplorare uno strano paese delle meraviglie composto da oggetti vivi, fatti di funghi, alghe e batteri. Maurizio nasce come ingegnere gestionale ma presto capisce di dover iniziare una nuova vita, un’esistenza che implichi la creazione di nuove forme e la riflessione sul mondo che lo circonda. Fa esperienza all’estero e alla fine si stabilisce in Olanda, dove studia design e microbiologia e apre il suo spazio, Officina Corpuscoli, lì dove può esprimere le proprie idee e competenze e la sua naturale inclinazione alla multidisciplinarità. Proprio per questo motivo l’ho intervistato per “Scienza e beni culturali”.

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tirelli

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