Sapere Scienza

Sapere Scienza

Eteree e decadenti, belle e spaventose, sofferenti e immortali. Sono le cere anatomiche, una delle espressioni più chiare e affascinanti del connubio tra arte e scienza e di quanto la prima possa supportare la seconda. In Italia sono molte le collezioni che conservano questi delicati manufatti, la cui storia ha inizio lontano da noi nel tempo e nello spazio.

Una donna austera con uno sguardo che tradisce curiosità e intelligenza. Il ritratto raffigurato in questa banconota da 500 marchi non poteva essere più esplicativo. È di lei che vi voglio parlare oggi, il lunedì che precede la giornata dedicata alle donne: Maria Sibylla Merian, un’artista, un’entomologa, un’esploratrice in un secolo che vedeva le ragazze relegate a un angolo della vita sociale e tenute ben lontane dalla ricerca scientifica. Però il diavolo fa le pentole e non i coperchi e Maria Sibylla seppe con astuzia ritagliarsi il suo ruolo in ambiti che, all’epoca, erano esclusivamente maschili.

Sarà capitato anche ad alcuni di voi di perdersi nelle illustrazioni di un libro scolastico o universitario: chi per dovere, per comprendere meglio ciò che si stava cercando di studiare e per memorizzare le informazioni in maniera “visiva”, chi per piacere, magari apprezzandone lo stile, i colori, la chiarezza. Come vi avevo già promesso, in questo nostro spazio settimanale parleremo anche di intersezioni tra arte e scienza e questo lunedì è finalmente arrivato il momento di introdurre l’illustrazione scientifica e naturalistica.

Esistono passioni, nate durante gli anni dell’infanzia, che non ci abbandonano mai. È successo questo a Robert J. Lang: fisico americano che ha studiato presso i prestigiosi California Institute of Technology e Stanford University, ha lavorato alla NASA nel Jet Propulsion Laboratory ma non ha mai smesso di creare origami, fino a decidere di farlo diventare il suo mestiere, senza però allontanarsi dalla scienza.

Oggi la rubrica Scienza e Beni culturali è onorata di accogliere un’ospite internazionale. Lei è Katie McKissick ma molti di voi la conoscono come Beatrice The Biologist. Le sue divertenti e colorate vignette divulgative – che sicuramente avrete apprezzato e condiviso soprattutto sui social network- riescono ad avvicinare i lettori a tematiche scientifiche in maniera fresca e leggera.

Fotogrammi di un mondo che non potremo mai visitare, istantanee affascinanti piene di colori, forme e vita. Questo è il frutto del lavoro di Davide Bonadonna, paleoillustratore. Artefice della coinvolgente mostra itinerante a tema preistorico “Dinosauri in Carne e Ossa”, vincitore di numerosi premi tra i quali il Lanzendorf Paleoart Award, riconoscimento internazionale della Society of Vertebrate Paleontology, ci ha raccontato la sua professione e l’importanza dell’arte come supporto alle scoperte scientifiche.

Rita e Paola sono due gemelle che hanno scelto di percorre due cammini differenti: la prima è una celebre scienziata, la seconda un'artista affermata. Sono Rita Levi Montalcini e sua sorella le protagoniste della graphic novel pubblicata nel numero di aprile di Sapere. Testi e disegni di Annarita Scaramuzzi.

Creativa mente Graphic Novel Sapere 2 2017 pag1

Creativa mente GraphicNovel Sapere 2 2017 pag2

Il blog, ora rubrica, “Scienza e beni culturali” è sempre stato un angolo dedicato alla scienza applicata alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il legame tra scienza e arte, in realtà, è molto più ricco e sfaccettato ed è per questo che mi piacerebbe condividere con voi lettori nuovi spazi che parlino dell’interazione tra questi due ambiti solo apparentemente separati. A introdurre questa nuova serie di articoli è Alberto Michelon, una nostra vecchia conoscenza.

Fino a ora, nella storia dell’evoluzione umana, sono stati gli Homo sapiens a detenere il primato dell’arte e della capacità di astrazione: studi e ritrovamenti attribuivano loro quelle capacità manuali e cognitive in grado di dare vita a una scintilla creativa che, dalla preistoria ai giorni nostri, non si è mai spenta. Due articoli appena pubblicati su Science e Science Advances retrodatano l’origine della pittura che, contrariamente alle aspettative, sembra essere un primato degli uomini di Neanderthal.

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