Sapere Scienza

Sapere Scienza

Era il 1932. In una casa del New Jersey una giovane coppia con il suo bambino di 20 mesi trascorre le ore di una fredda sera di marzo: il bimbo è nella sua culla e il padre sta leggendo nella biblioteca accanto alla camera del figlio. Si sente uno strano rumore. Probabilmente saranno state la madre e la governante in cucina. Purtroppo non sarà così: la governante in tarda serata andrà a controllare il sonno del fanciullo, trovando la culla vuota. È un rapimento, il rapimento più celebre del XX secolo: il caso Lindbergh. Charles Lindbergh, il famoso aviatore che effettuò la prima trasvolata atlantica in solitario e senza scalo, e sua moglie, Anne Morrow, furono i protagonisti di questa tragedia. Gli indizi sui quali lavorare erano pochi: una lettera dei rapitori e i resti della scala in legno che era servita per raggiungere la finestra della camera di Charles August Lindbergh Jr. L’argomento vi sembra off topic per questo blog? Non è così, perché molto spesso le indagini diagnostiche e le metodologie utilizzate per i beni culturali si intersecano con altri mondi. In questo caso con le scienze forensi. Il nostro trait d’union in questo post sarà la dendrocronologia.

Le vediamo con le radici fissate nel terreno, che sia di un vaso o di un'area selvatica. Siamo sicuri che le ritroveremo sempre lì, nello stesso posto: potranno essere cresciute, avere foglie, fiori o frutti a seconda della stagione e, davanti a un pericolo, non potranno fuggire. Un insetto potrà nutrirsi di loro, un fulmine potrà bruciarle, chiunque potrà recidere parti di esse. Sono le piante. Ma siamo proprio sicuri che il mondo vegetale non sia fornito di meccanismi di difesa? Un articolo pubblicato su Science ci racconta una storia diversa.

Sono esposti al pubblico, riposti in appositi cassetti o ancora accatastati in depositi in attesa di essere catalogati e collocati. Stiamo parlando dei campioni appartenenti alle collezioni dei musei di storia naturale: resti di piante, animali e funghi raccolti da studiosi e appassionati nel corso dei secoli. La loro conservazione, la preservazione fisica al di là della digitalizzazione, è stata e sarà fondamentale non solo per continuare a descrivere la storia ed evoluzione degli esseri viventi ma anche per ricomporre i cambiamenti dovuti al riscaldamento globale, caratteristici dell'epoca geologica (non ancora riconosciuta ufficialmente) in cui stiamo vivendo: l'Antropocene.

Inizia oggi una settimana dedicata alla scienza e ai suoi protagonisti: i ricercatori, che ogni giorno con i loro studi e la loro curiosità cercano di migliorare il mondo in cui viviamo. Riusciremo a conoscere meglio queste "persone ordinarie che svolgono un lavoro straordinario" venerdì 28 settembre, durante la Notte Europea dei Ricercatori. La manifestazione è anche quest'anno organizzata dall'associazione Frascati Scienza, vincitrice del bando della Commissione Europea Horizon 2020 nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska–Curie.

Molti dei frutti che si trovano nelle nostre cucine erano già coltivati in Asia centrale più di mille anni fa. Lo dimostra lo studio svolto da Robert Spengler del Max Planck Institute for the Science of Human History: le sue analisi archeobotaniche hanno permesso di capire cosa venisse coltivato nel cuore della Via della Seta durante il periodo di maggior frequentazione. Erano mele, pesche, albicocche e meloni che noi, oggi, conosciamo molto bene proprio grazie al grande fermento commerciale presente in quella regione nel medioevo.

tirelli

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