Sapere Scienza

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I buchi neri sono matematicamente impossibili. A dirlo è una scienziata di origine albanese, Laura Mersini-Houghton, fisica sostenitrice della teoria del multiverso in forze alla University of North Carolina di Chapel Hill, College of Arts and Sciences.

C'è fermento nel mondo dell'astronomia. Da qualche giorno è stata annunciata una conferenza stampa in diretta mondiale per divulgare i risultati del progetto Event Horizon Telescope (EHT). Il suo scopo è immortalare i buchi neri e il loro orizzonte degli eventi. Oggi, 10 aprile 2019, abbiamo auto la conferma: la prima fotografia di un buco nero.

Scoperto nuovo tipo di buco nero di "massa intermedia" in un denso aggregato di stelle: il suo peso è di 2.200 volte quello del nostro Sole e aiuterà a comprendere i segreti dei buchi neri supermassicci che si trovano al centro delle galassie.

Nel 1974, Stephen Hawking ipotizzò che i buchi neri emettessero una radiazione termica, la cosiddetta, appunto , "radiazione di Hawking", quando catturano la materia. Finora, però, nessuno è stato mai in grado di misurare questa emissione, che si ritiene essere troppo flebile per la sensibilità dei nostri strumenti. Ora, però, il fisico Jeff Steinhauer, del Technion-Israel Institute of Tecnology, in Israele, potrebbe aver trovato il modo di riprodurre in laboratorio una 'imitazione' di questa radiazione.

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