Sapere Scienza

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Un triplo sistema di buchi neri supermassicci è stato individuato grazie a una collaborazione internazionale di scienziati. Sistemi di questo tipo sono poco diffusi e questa nuova ricerca allarga le conoscenze circa le proprietà dei buchi neri multipli, e potrebbero aiutare a scoprire nuovi dettagli sull'evoluzione delle galassie. 

Arriva una notizia negativa sul fronte della caccia alle onde gravitazionali, l'ultimo tassello non ancora dimostrato della Teoria della Relatività Generale di Einstein: l'esperimento del telescopio Parkes del CSIRO, durato undici anni, non ha trovato alcuna traccia di onde gravitazionali.

C'è fermento nel mondo dell'astronomia. Da qualche giorno è stata annunciata una conferenza stampa in diretta mondiale per divulgare i risultati del progetto Event Horizon Telescope (EHT). Il suo scopo è immortalare i buchi neri e il loro orizzonte degli eventi. Oggi, 10 aprile 2019, abbiamo auto la conferma: la prima fotografia di un buco nero.

Sono passati alcuni mesi dalla presentazione della prima immagine di un buco nero ma questo risultato non smette ancora di stupirci. In occasione del Black Hole Week, la NASA ha rilasciato una nuova e suggestiva rappresentazione dell'oggetto celeste per illustrarne chiaramente struttura e caratteristiche.

I buchi neri supermassicci potrebbero essere più pesanti di quanto si è finora ritenuto. Sono queste alcune delle conclusioni a cui si giunge grazie a un nuovo sistema di misura delle distanze cosmiche basato sui buchi neri. Il nuovo metodo potrebbe migliorarne notevolmente la precisione di queste misure cosmiche portando anche a una stima più accurata dell'età dell'Universo. 

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tirelli

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