Sapere Scienza

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Rex Tillerson è il segretario di Stato USA; esercita importantissime funzioni tra cui quella di ministro degli esteri. Prima di lavorare alla Casa Bianca, faceva l’amministratore delegato di Exxon-Mobil, la più grande multinazionale petrolifera occidentale.  Venti giorni fa, in occasione della riunione dei paesi che si affacciano sull’Oceano Artico, ha sottoscritto una dichiarazione in cui si prende atto della minaccia dei cambiamenti climatici e si sottolinea l’importanza degli accordi di Parigi. Ha cercato di convincere Donald Trump a non cancellare gli impegni siglati dal suo predecessore. Non c’è riuscito, come non ci sono riusciti i leader del G7, Papa Francesco e sua figlia Ivanka.

"Resilienza" è una parola che recentemente è stata usata e abusata: ne parlano psicologi, politici, sociologi ma anche personaggi dello spettacolo; la leggiamo su mille profili social che condividono, come se fossero mantra, frasi motivazionali che, spesso, svuotano di significato questo termine. Cos’è la resilienza? Come è legata alle città?

I cambiamenti climatici sono una realtà e non possiamo negare che la Natura e, soprattutto, i dati raccolti dagli scienziati, stiano dipingendo un quadro drammatico del futuro, uno scenario che non migliorerà se non riusciremo ad agire prima che sia troppo tardi. Non solo i singoli cittadini devono contribuire in maniera consapevole alla salvaguardia del pianeta in cui viviamo. Un grandissimo sforzo deve essere compiuto dalle nazioni e l’Accordo di Parigi di cui tanto sentiamo parlare - in particolar modo da quando Donald Trump ha deciso che gli Stati Uniti lo avrebbero abbandonato - è la prova tangibile che la politica mondiale sta tracciando la strada da percorrere.

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tirelli

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