Sapere Scienza

Sapere Scienza

I cambiamenti climatici sono una realtà e non possiamo negare che la Natura e, soprattutto, i dati raccolti dagli scienziati, stiano dipingendo un quadro drammatico del futuro, uno scenario che non migliorerà se non riusciremo ad agire prima che sia troppo tardi. Non solo i singoli cittadini devono contribuire in maniera consapevole alla salvaguardia del pianeta in cui viviamo. Un grandissimo sforzo deve essere compiuto dalle nazioni e l’Accordo di Parigi di cui tanto sentiamo parlare - in particolar modo da quando Donald Trump ha deciso che gli Stati Uniti lo avrebbero abbandonato - è la prova tangibile che la politica mondiale sta tracciando la strada da percorrere.

I virus sono ubiquitari. D'inverno ci obbligano a pause forzate i virus influenzali, possono rovinarci le vacanze i virus intestinali. E poi ci sono casi più gravi come quello dell'HIV, Zika e HPV, il papilloma virus umano che può causare tumori. La virosfera, l'insieme dei virus esistenti sulla Terra, è molto più di questo. Ce lo racconta un articolo pubblicato su Quanta magazine che, attraverso una rassegna di ricerche, ci permette di esplorare una biodiversità poco conosciuta: quella dei virus negli oceani.

L’azzurro del cielo, il blu profondo dei mari, il bianco delle distese di ghiaccio. I contorni netti che immaginiamo ogni volta che sentiamo parlare di Antartide contribuiscono a innalzare un alone di mistero intorno a questo territorio percepito come lontano e affascinante. Cosa sappiamo veramente del Polo sud del nostro pianeta? Quali sorprese ci riserva?

Elena Ioli è una fisica teorica, un’insegnante e una divulgatrice. Scrive testi didattici per le scuole superiori ma anche libri che riescono ad avvicinare il grande pubblico a concetti complessi come i buchi neri, lavori attraverso i quali traspare perfettamente il suo entusiasmo nei confronti della scienza e della sua comunicazione. Elena tra pochi giorni partirà per l’Antartide: sarà protagonista, insieme ad altre scienziate, di un progetto internazionale sull’impatto dei cambiamenti climatici, Homeward bound. Prima della partenza, prevista tra pochissimi giorni, abbiamo voluto porle alcune domande su questa avventura e sui suoi obiettivi.

È una corsa contro il tempo quella che l'intera umanità sta affrontando per evitare i catastrofici effetti del riscaldamento globale. Il rapporto IPCC ci ha redarguito sulla necessità di rapidi e drastici cambiamenti prima che sia troppo tardi per agire: gli Stati firmatari dell'Accordo di Parigi dovrebbero limitare l'innalzamento delle temperature globali di 1,5°C, prevedendo una diminuzione delle emissioni globali nette di anidride carbonica, causate dalle attività umane, del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo "zero netto" intorno al 2050. Un obiettivo quasi impossibile. In questo contesto, la riforestazione è sempre stata considerata una delle armi per diminuire la quantità di CO2 nell'atmosfera ma, recenti studi descritti in un articolo pubblicato nel sito di Nature, ci mette in guardia sulla semplificazione di tale concetto. Gli alberi sono un sistema complesso e non sempre il loro contributo potrebbe risultare salvifico.

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