Sapere Scienza

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Nell'Antartide orientale sono state ritrovate le carcasse di numerosi pinguini di Adelia, resti mummificati indizio di eventi mortali di massa avvenuti nel passato. I ricercatori della University of Science and Technology of China e dell'Australian Antarctic Division hanno analizzato i campioni raccolti e cercato di ricostruire le cause di questa tragedia che, in base ai dati ottenuti e pubblicati su Journal of Geophysical Research, potrebbe presto ripetersi.

Il rapporto dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) recentemente pubblicato ci ha messo in guardia sulle conseguenze del riscaldamento globale. In realtà stiamo già sperimentando gli effetti del global warming ma, in un futuro neanche troppo lontano, saranno i piccoli piaceri che ci concediamo a tavola a ricordarci quanto abbiamo danneggiato il nostro pianeta. Un boccale di birra, una tazzina di caffè, un cubetto di cioccolato o un calice di vino potrebbero diventare un lusso.

"Resilienza" è una parola che recentemente è stata usata e abusata: ne parlano psicologi, politici, sociologi ma anche personaggi dello spettacolo; la leggiamo su mille profili social che condividono, come se fossero mantra, frasi motivazionali che, spesso, svuotano di significato questo termine. Cos’è la resilienza? Come è legata alle città?

Una ragazzina con le trecce, dalla volontà di ferro, venuta dal nord per metterci in guardia sui cambiamenti climatici, per risvegliare le coscienze di adulti e governanti e dirci che ormai, nel 2019, non abbiamo più bisogno di messaggi di speranza ma di azioni concrete e immediate affinché gli obiettivi previsti dall'Accordo di Parigi siano realmente raggiunti. Stiamo parlando di Greta Thunberg, simbolo della lotta attiva contro il global warming. Qual è la sua storia e come mai è stata candidata al Premio Nobel per la Pace?

Rex Tillerson è il segretario di Stato USA; esercita importantissime funzioni tra cui quella di ministro degli esteri. Prima di lavorare alla Casa Bianca, faceva l’amministratore delegato di Exxon-Mobil, la più grande multinazionale petrolifera occidentale. Venti giorni fa, in occasione della riunione dei paesi che si affacciano sull’Oceano Artico, ha…

È una corsa contro il tempo quella che l'intera umanità sta affrontando per evitare i catastrofici effetti del riscaldamento globale. Il rapporto IPCC ci ha redarguito sulla necessità di rapidi e drastici cambiamenti prima che sia troppo tardi per agire: gli Stati firmatari dell'Accordo di Parigi dovrebbero limitare l'innalzamento delle temperature globali di 1,5°C, prevedendo una diminuzione delle emissioni globali nette di anidride carbonica, causate dalle attività umane, del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo "zero netto" intorno al 2050. Un obiettivo quasi impossibile. In questo contesto, la riforestazione è sempre stata considerata una delle armi per diminuire la quantità di CO2 nell'atmosfera ma, recenti studi descritti in un articolo pubblicato nel sito di Nature, ci mette in guardia sulla semplificazione di tale concetto. Gli alberi sono un sistema complesso e non sempre il loro contributo potrebbe risultare salvifico.

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