Sapere Scienza

Sapere Scienza

La valutazione dello stato di coscienza in un paziente è un terreno minato. Ad oggi non abbiamo ancora stabilito con criteri oggettivi una definizione di "coscienza" e l'esame per misurarla consiste in un test effettuato dal personale medico direttamente sull'interessato, senza l'ausilio di una strumentazione e di risultati non strettamente legati all'interpretazione del singolo. Proprio alla luce di questo, gli scienziati stanno cercando da anni un modo di stimare lo stato di coscienza di una persona con nuove tecniche di analisi. In un articolo pubblicato sulla rivista Brain, la risposta sembra essere un algoritmo che passa in rassegna i segnali forniti da un elettroencefalogramma. Ma siamo pronti a far decidere a una macchina la condizione di vita o di morte di un essere umano?

È stato dimostrato per la prima volta che gli astrociti, le cellule cerebrali a forma di stella finora considerate passive, possono essere eccitati con uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. Questa forma di eccitazione è importante per il funzionamento dell'attività neuronale nella memoria e nell'apprendimento. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

È sorprendente pensare ai lunghissimi viaggi affrontati dagli uccelli migratori. Una delle curiosità più ricorrenti riguarda il modo in cui si orientano per giungere a destinazione. Come faranno questi instancabili volatili a percorrere chilometri e chilometri, riuscendo a capire dove andare per arrivare presso la meta prefissata. Tra i trucchi di questi animali c'è la magnetoricezione, la capacità di percepire il campo magnetico terrestre per orientarsi. Nel corso di anni di ricerca si è scoperto che questa abilità appartiene anche ad altri esseri viventi. E l'uomo? Da decenni si cerca di comprendere se anche noi essere umani possediamo questa sorta di bussola interna. Un recente studio, pubblicato su eNeuro, potrebbe aver tracciato la giusta strada per confermare questa ipotesi.

Sarah Woolley è una neuroscienziata del Columbia’s Zuckerman Institute e i cervelli che ha studiato negli ultimi tempi sono quelli di uccelli canori tra cui diamanti mandarini, passeri del Giappone e diamanti codalunga. Cosa hanno di speciale? Il loro canto è un potente strumento di comunicazione, che permette di trovare la partner che li accompagnerà per tutta la vita, e il loro cervello è appositamente disegnato per far sì che questo accada nella maniera più funzionale.

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