Sapere Scienza

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La corsa contro il tempo per mettere al sicuro la memoria dei ghiacciai italiani alpini e appenninici, i ghiacci europei più minacciati dai cambiamenti climatici, è iniziata dal ghiacciaio del Grand Combin, al confine tra Svizzera e Italia. La missione di ricognizione, organizzata dai glaciologi dell'Università Ca' Foscari Venezia e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dirà in quale punto del ghiacciaio sarà possibile estrarre, in una prossima spedizione, la carota più profonda, capace quindi di raccontare secoli di storia del clima. Questa è solo una parte del progetto Ice Memory. Di cosa si tratta e perché è così importante preservare le informazioni conservate nei ghiacciai? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio de Blasi, ricercatore dell'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del CNR (IDPA-CNR), coinvolto in questo studio.

La rivista scientifica Nature ha di recente pubblicato uno studio che spiega le connessioni climatiche tra l'Atlantico settentrionale e l'Antartide, scoprendo nei cambiamenti avvenuti durante l'ultimo periodo glaciale un sistema di comunicazione a due velocità. Alla ricerca, coordinata da Christo Buizert della Oregon State University, hanno partecipato gli italiani Mirko Severi, ricercatore in chimica analitica all'Università di Firenze e Barbara Stenni, professoressa in geochimica e paleoclimatologia all'Università Ca' Foscari Venezia.

Non lasciarci travolgere dalla frenesia della quotidianità e saper osservare ciò che ci circonda, sia pure qualcosa che troviamo scontato, a volte può essere l’inizio di interessanti scoperte. Lo sa bene Nan Xue, autore di un articolo, pubblicato qualche giorno fa su Nature communications, che cambierà per sempre il modo in cui guardiamo il nostro amato latte macchiato a colazione.

clark

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