Sapere Scienza

Sapere Scienza

Sembra che l'industria cosmetica, soprattutto il settore legato alla cura dei capelli, sia in fermento dal punto di vista scientifico. Dopo la notizia di qualche mese fa - che descriveva il grafene come possibile sostituto degli attuali prodotti per la tintura - nelle scorse settimane è stato pubblicato un nuovo articolo su Journal of Agricultural and Food Chemistry che mostra come gli scienziati dell'Università di Leeds abbiano adoperato le antocianine contenute nel ribes nero per preparare una colorazione sicura per gli esseri umani ed ecosostenibile.

I cefalopodi (polpi, seppie e calamari) sono sicuramente tra gli organismi più incredibili del nostro pianeta: sono in grado di dominare l'ambiente in cui vivono senza uno scheletro rigido e senza alcuna corazza. Il loro sistema nervoso è estremamente avanzato - tanto è vero che viene utilizzato negli studi di neurologia per simulare il nostro - e il loro cervello è uno dei migliori in natura. Inoltre riescono a editare il proprio RNA praticamente in tempo reale. Ma è soprattutto la loro assoluta maestria nel gestire e usare i colori a non essere seconda a nessuno! Riescono a imitare alla perfezione qualsiasi tinta e, grazie a questa abilità, possono mimetizzarsi e diventare quasi invisibili. La cosa più sorprendente, però, è che i loro occhi hanno un solo tipo di fotorecettori: in pratica, i cefalopodi non vedono i colori.

Il bianco del marmo che si staglia nell’azzurro di un cielo terso. È questa l’immagine impressa nella nostra mente quando si parla di templi greci. Lo stesso stereotipo scatta per la statuaria antica: le belle veneri dalle curve eteree e gli eterni busti dei protagonisti della Roma Imperiale. Per secoli, però, la storia dell’arte non ha tenuto conto dell’azione del Tempo, del degrado ambientale e dei restauri. Il pallore della roccia non era quello che sperimentavano ogni giorno greci e romani. Alcuni di voi saranno sorpresi nel sapere che il passato fosse più vicino al “technicolor” di quanto non immaginassimo.

I ricercatori hanno modificato il codice genetico artefice di alcuni dei più straordinari colori presenti in natura. Si tratta dei colori strutturali, in questo caso appartenenti ad alcuni batteri, e lo studio apre le porte a una serie di applicazioni di tipo industriale quali la produzione di vernici totalmente biodegradabili e non tossiche.

In specifiche condizioni, delle semplici gocce d'acqua pulita poste su una superficie trasparente possono produrre colori brillanti, senza l'aggiunta di inchiostri e coloranti. Un fenomeno in parte già conosciuto, osservato un po' per caso, e che, in seguito, è stato esaminato con attenzione e descritto in un articolo pubblicato su Nature dagli ingegneri del MIT-Massachusetts Institute of Technology e della Penn State University. Una nuova generazione di cosmetici e inchiostri privi di componenti tossici potrebbero essere presto a nostra disposizione.

È stato Aubrey de Grey, uno straordinario talento che attualmente si occupa di ricerche riguardanti l’invecchiamento, a risolvere uno dei problemi che ha impegnato i matematici di tutto il mondo per più di sessant’anni. Di cosa si tratta? Come ha fatto un semplice appassionato a giungere alla soluzione di un dilemma così famoso?

tirelli

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