Sapere Scienza

Sapere Scienza

L’amore, la morte e il tempo. È questo il fulcro della storia della tomba di Kha, dalla sua costruzione a oggi, passando per il ritrovamento, la collocazione all’interno di uno dei più celebri musei italiani, e le analisi non invasive condotte sugli oggetti in essa conservati. Storia, arte e scienza si incontrano in reperti di un passato lontanissimo, storicamente e geograficamente.

Non c’è niente di più insopportabile in estate dell’essere punti dalle zanzare. Passeggiate all’imbrunire e nottate rovinate dal fastidioso prurito. In realtà le punture di alcuni insetti possono dare vita a qualcosa di diverso ma non meno sgradevole dal punto di vista del restauro. Lo sanno bene i conservatori che si occupano di manoscritti vergati con inchiostri prodotti a partire dalle noci di galla.

“Ricordati, uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai”. Ho scelto questa frase che ritroviamo nel libro della Genesi per introdurre l’argomento dell’appuntamento di oggi su “Scienza e beni culturali”. La morte, purtroppo, è il destino ineluttabile non solo degli esseri umani ma anche delle opere del loro ingegno.

Oggi usciamo dai laboratori e passiamo un po’ di tempo in altri luoghi che uniscono la scienza e i beni culturali: i musei di storia naturale. Qui in Italia spesso i riflettori sono puntati sulle grandi collezioni artistiche, gli edifici storici, i beni paesaggistici. Un’attenzione più che giustificata in quanto siamo detentori di un patrimonio immenso con grandissimi problemi di tutela e conservazione causati da mancanza di fondi ma anche dalla paura di cambiare. Pochi conoscono, ad esempio, le grandi raccolte entomologiche, malacologiche o anche mineralogiche. Questo doveva essere un post dedicato al restauro e conservazione dei campioni naturalistici. È anche vero, però, che c’è valorizzazione quando c’è conoscenza. Ho parlato di tassidermia e, soprattutto, del futuro dei musei di storia naturale con Alberto Michelon, naturalista e tassidermista.

È una storia molto particolare quella pubblicata negli articoli del New York Times e di National Geographic qualche settimana fa, un racconto in cui tradizione, religione e natura si incrociano e dialogano per salvare una specie di salamandra a forte rischio di estinzione. In Messico una piccola comunità di suore dell'ordine domenicano sta svolgendo un ruolo decisivo in termini di conservazione di questi animali in pericolo. In cosa consiste il contributo di queste religiose e in quale modo sono divenute protagoniste di questa "favola ecologica"? Scopriamolo insieme.

Come vi accennavo nel post precedente possiamo identificare con precisione i "colori" di un’opera d’arte adoperando alcune tecniche diagnostiche. In questa puntata parlerò della diffrazione di raggi X (XRD): non solo utile per i pigmenti ma anche applicabile per la caratterizzazione di pietre preziose, materiali utilizzati a fini conservativi e prodotti di corrosione o di inclusione di metalli, rocce, ceramiche, vetri e smalti. Le tecniche basate sulla diffrazione di raggi X, adoperabili su cristalli singoli o su piccoli quantitativi di polveri, sono fondamentali per il progresso delle conoscenze in campo archeometrico e per la conservazione e restauro dei beni culturali.

Sono esposti al pubblico, riposti in appositi cassetti o ancora accatastati in depositi in attesa di essere catalogati e collocati. Stiamo parlando dei campioni appartenenti alle collezioni dei musei di storia naturale: resti di piante, animali e funghi raccolti da studiosi e appassionati nel corso dei secoli. La loro conservazione, la preservazione fisica al di là della digitalizzazione, è stata e sarà fondamentale non solo per continuare a descrivere la storia ed evoluzione degli esseri viventi ma anche per ricomporre i cambiamenti dovuti al riscaldamento globale, caratteristici dell'epoca geologica (non ancora riconosciuta ufficialmente) in cui stiamo vivendo: l'Antropocene.

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.