Sapere Scienza

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I prestigiosi Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta hanno dichiarato già da diversi anni che le “malattie infettive emergenti” sarebbero causate per il 60-70% da agenti biologici a dimostrato o sospetto potenziale zoonosico, vale a dire capaci di attuare il cosiddetto “salto di specie” da animale a uomo.

Se oggi parliamo di nemico invisibile, immediatamente lo identifichiamo senza alcun dubbio: chiaramente è il nuovo Coronavirus, SARS-COV-2. Solo qualche mese fa buona parte di noi avrebbe riconosciuto con questo nome un altro grande nemico dell’umanità e dell’ambiente: l’inquinamento atmosferico, in particolare le polveri sottili.

L’attuale epidemia di COVID-19 è provocata da un virus denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV): si tratta di un virus a RNA a filamento positivo, appartenente alla famiglia dei Coronavirus, il cui nome deriva dall’aspetto simile a una corona osservabile al microscopio elettronico. Questa famiglia di virus può causare malattie sia negli animali sia nell’uomo, in cui diversi coronavirus sono la causa di infezioni respiratorie che vanno dal comune raffreddore fino a malattie ben più gravi come la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Il sistema immunitario: cosa sono gli anticorpi

Quando il nostro corpo viene attaccato da una tossina, da un batterio o da un virus, non se ne sta lì a guardare che tutto accada senza intervenire. Tutt’altro! Rilascia nell’organismo una valanga di anticorpi che servono per difenderlo dall’“invasione aliena”. Gli anticorpi sono delle proteine appartenenti a una classe un po’ particolare: le glicoproteine.

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