Sapere Scienza

Sapere Scienza

Riuscire a datare le migrazioni dei nostri antenati riveste una grande importanza per la comprensione del percorso evolutivo che ci ha portati sino qui. Quando l’Homo sapiens ha deciso di lasciare l’Africa? In che modo quelle popolazioni hanno raggiunto il Medio Oriente per poi, nel corso dei secoli, conquistare tutte le terre emerse? Una recente scoperta sembra anticipare i tempi in cui i nostri progenitori si avventurarono al di là dei confini del continente africano.

Negli scavi archeologici i reperti che emergono con più frequenza sono sicuramente le ceramiche, un archivio di testimonianze non facilmente soggette a degrado come, invece, lo sono i materiali organici. Prodotte per lo più con argilla e quarzo, sono riuscite, spesso in frammenti, a giungere sino a noi superando le alterazioni chimiche, fisiche e biologiche a cui sarebbero potute andare incontro. Analizzandole dal punto di vista culturale, ci rendiamo conto che questi oggetti hanno registrato nella storia delle civiltà il variare nel tempo di mode, funzioni tecniche e simboli: le principali differenze nella forma (morfologia) di vasi, ad esempio, sono ben delimitabili nel tempo e nello spazio. Per gli archeologi la ceramica rappresenta un ottimo orologio. E lo diventa ancora di più se pensiamo che può essere datato con un metodo scientifico e non solo basandosi sullo stile di un manufatto. Oggi parliamo di termoluminescenza.

Made in China. Lo troviamo scritto su moltissimi degli oggetti che utilizziamo tutti i giorni, è un’etichetta che ci informa della provenienza di quei prodotti. Lo stesso tipo di indicazione, riferita però a un altro luogo, è stata ritrovata su un manufatto orientale che, per secoli, è rimasto sul fondo del Mar di Giava per poi essere riportato alla luce negli anni ’80. Ora nuovi metodi di analisi hanno permesso agli scienziati di raccontare la storia di questa ceramica.

Siamo finalmente giunti al post dedicato al caso di studio. Il reperto più famoso e controverso datato con il metodo del radiocarbonio è la Sacra Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che si suppone abbia avvolto il corpo di Cristo. Tanto è stato scritto e raccontato su questa reliquia ma ciò che c’è davvero di interessante è che questa ricerca è stata una finestra sul metodo scientifico per molti.

Quanti anni hai? Quante volte ci saremmo sentiti porre questa domanda! Ci viene chiesto per questioni più o meno serie – ad esempio durante un colloquio di lavoro - o per semplice curiosità, per sapere se siamo più giovani o più vecchi dell’aspetto che mostriamo. I ricercatori pongono questa stessa domanda a reperti archeologici o beni storico-artistici.

Come avrete capito l’età ottenuta grazie ai metodi di datazione ha dei margini di errore più o meno ampi e spesso necessita di ulteriori verifiche, siano esse di natura storica (documenti scritti), storico-artistica (ad esempio l’appartenenza ad un determinato stile, riconoscibile e codificato) o nuovamente scientifica, comparando i risultati raccolti con altre tecniche di indagine. La racemizzazione degli amminoacidi, per le sue caratteristiche intrinseche – di cui parleremo in questo post – può non essere spesso adoperabile per una risposta singola e indipendente ma è sicuramente utile per un confronto con il Radiocarbonio proprio perché applicabile a materiale organico. Ora vedremo di cosa si tratta.

Nuove notizie giungono dalla grotta di Denisova, sui monti Altai, in Siberia meridionale. I ricercatori dell'Università di Oxford, in collaborazione con gruppi multidisciplinari di studiosi provenienti da Regno Unito, Russia, Australia, Canada e Germania, hanno finalmente pubblicato i risultati di una serie di analisi cronologiche e genetiche effettuate sui campioni raccolti in quello che è conosciuto come l'unico luogo nel mondo a essere stato occupato da Denisoviani e Neanderthal in differenti intervalli di tempo. La ricerca è descritta in due articoli pubblicati su Nature.

Qual è l'età del petrolio e come è possibile datarlo? Ce lo spiegano Graham Lawton e Jennifer Daniel in uno dei paragrafi del libro "L'origine di (quasi) tutto - Per fare una torta, devi prima inventare l'Universo", pubblicato da edizioni Dedalo.

Nel film “Il silenzio degli innocenti” il serial killer Hannibal Lecter, interpretato magistralmente da Anthony Hopkins, confessa di aver mangiato un fegato umano con “un bel piatto di fave e un buon Chianti”. Hannibal è un cannibale, si nutre di individui della sua stessa specie. Non dobbiamo stupirci, però, che anche al di là dei thriller, degli horror e della cronaca, vi siano storie di cannibalismo legate  alle civiltà passate e non riconducibili a casi di disturbo psichico. Ci giungono dalla preistoria britannnica tracce di uomini che, probabilmente, si sono cibati di propri simili. Perché lo hanno fatto? Lo scoprirete presto.

La Termoluminescenza (TL) è uno dei metodi di datazione alternativi e complementari al Radiocarbonio. Permette assegnare un’età a ceramiche contenenti cristalli di quarzo ma anche a calcite, a frammenti di selce bruciati, a vetri, ossa e consente di spingerci più in là rispetto ai 50000 anni legati al decadimento isotopico del C-14. In questa puntata affronteremo un caso di studio grazie al quale scopriremo come la TL possa essere utile ai fini della conoscenza e conservazione di un’opera d’arte.

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tirelli

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