Sapere Scienza

Sapere Scienza

Tra pochissimi giorni festeggeremo il Natale e le nostre case sono già un tripudio di rossi: le decorazioni, le stelle di Natale, i cappellini di Santa Claus. Il rosso è il colore del sangue, della vita, della regalità, e proprio in questo periodo è declinato in accezioni religiose e pagane. Nello studio dei beni culturali questo colore ha sempre rivestito un ruolo importante in quanto impiegato molto frequentemente e preparato a partire da differenti materiali, dalle terre naturali alle molecole organiche sintetizzate in laboratorio. Prima di scambiarci gli auguri, ecco un breve excursus sui principali pigmenti rossi adoperati nella storia dell’arte.

In una delle sale della National Gallery di Londra, fino a poco tempo fa, era conservato un affresco che un tempo era parte dell’aula capitolare del convento di San Francesco, a Siena. L’opera non è più in esposizione perché è stata sottoposta a indagini diagnostiche: se pensate che da una muratura in Italia, è giunta sino al piovoso Regno Unito, capirete sicuramente che la storia di questo dipinto debba essere stata piuttosto movimentata. Chi potrà raccontare le peripezie di questo prezioso frammento? Le narratrici d’eccezione saranno le proteine animali.

Dopo una Settimana della Scienza straripante di eventi per grandi e piccini, per chiudere in bellezza, dopo domani, 25 settembre, i ricercatori ci aspettano per raccontarci della loro vita, del loro lavoro, del fascino della conoscenza e della scoperta. Tutto questo e molto di più è la Notte Europea dei Ricercatori, organizzata da Frascati Scienza e finanziata dalla Commissione Europea, giunta alla sua decima edizione. Anche quest’anno il tema è la sostenibilità e, consultando la miriade di attività previste, non mancano gli spunti riguardanti la diagnostica e la conservazione dei beni culturali.

Nello screening di patologie dell'apparato digerente, una delle fasi più fastidiose è l'ingestione del mezzo di contrasto, un liquido che è necessario assumere per rendere maggiormente visibili alcuni organi nell'ambito della diagnostica per immagini. Uno studio della University at Buffalo ha trovato un'alternativa, priva delle controindicazioni delle sostanze solitamente usate, in un cereale molto utilizzato dall'industria alimentare: l'orzo.

Come vi accennavo nel post precedente possiamo identificare con precisione i "colori" di un’opera d’arte adoperando alcune tecniche diagnostiche. In questa puntata parlerò della diffrazione di raggi X (XRD): non solo utile per i pigmenti ma anche applicabile per la caratterizzazione di pietre preziose, materiali utilizzati a fini conservativi e prodotti di corrosione o di inclusione di metalli, rocce, ceramiche, vetri e smalti. Le tecniche basate sulla diffrazione di raggi X, adoperabili su cristalli singoli o su piccoli quantitativi di polveri, sono fondamentali per il progresso delle conoscenze in campo archeometrico e per la conservazione e restauro dei beni culturali.

Una selva di oggetti, una collezione in primo piano in una sorta di palcoscenico in cui sembra dominare l'horror vacui, l'orrore del vuoto. Una confusione inquietante intervallata da figure umane e nature morte: tutto questo e molto altro è l'opera The Paston Treasure, recentemente analizzata dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Proprio quell'inquietudine data dalle strane sfumature di colore e dal sovraffollamento dell'immagine hanno guidato gli scienziati verso una scoperta misteriosa.

Non potevo ignorare la notizia della scorsa settimana riguardante alcuni studi effettuati sulla celebre Gioconda (o Monna Lisa): sembra infatti che dietro l’enigmatica donna che i numerosissimi visitatori del Museo del Louvre ammirano e fotografano si nasconda un altro soggetto femminile. A prescindere dalle riflessioni legate alla storia dell’arte, ho trovato curioso come i ricercatori non si fossero accorti prima delle opere nascoste dietro lo strato visibile. Da cosa è scaturita questa nuova rivelazione?

Cosa è mostrato nella fotografia in evidenza? Si intuisce immediatamente la presenza di una tazza che viene riempita da un liquido. Perché l'immagine ha questa strana scala di colori? La figura che state osservando non è stata scattata con una normale fotocamera ma con una termocamera, uno strumento molto utilizzato anche per la diagnostica dei beni culturali.

Senza di lei non saremmo riusciti a decifrare gli enigmi del nostro passato, a conoscere la nostra evoluzione, la nostra storia. Con il suo aiuto gli oggetti hanno acquisito una voce sempre più limpida e trasparente e ci hanno raccontato quello che siamo stati, spesso suggerendoci quello che diverremo. È l'archeometria, che lascia il retroscena di uno dei musei italiani più famosi per passare alle luci della ribalta, con "Archeologia Invisibile": una mostra temporanea realizzata dal Museo Egizio di Torino, aperta ai visitatori dal 13 marzo 2019 al 6 gennaio 2020.

Come si può analizzare un dipinto straordinariamente famoso e importante senza che il pubblico del museo e, soprattutto le sue casse, ne risentano? Un’ottima risposta a questo quesito è stata data dai curatori del Mauritshuis, a L’Aia, in Olanda, lasciando sotto i riflettori La ragazza con l’orecchino di perla nel bel mezzo di un’approfondita campagna diagnostica.

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clark

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