Sapere Scienza

Sapere Scienza

Il distinto signore indiano che vedete in foto ha vinto il Premio Nobel per la Fisica nel lontano 1930 per le sue ricerche riguardanti la diffusione della luce. Il suo nome è Venkata Raman e si deve a lui la scoperta dell’omonimo fenomeno fisico. Ancora tecniche diagnostiche, ancora storie di pigmenti. Oggi parliamo della spettroscopia Raman, una tecnica non distruttiva, superficiale (analizza strati spessi pochi micron, meno del diametro di un capello), basata sull’interazione radiazione-materia.

Una selva di oggetti, una collezione in primo piano in una sorta di palcoscenico in cui sembra dominare l'horror vacui, l'orrore del vuoto. Una confusione inquietante intervallata da figure umane e nature morte: tutto questo e molto altro è l'opera The Paston Treasure, recentemente analizzata dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Proprio quell'inquietudine data dalle strane sfumature di colore e dal sovraffollamento dell'immagine hanno guidato gli scienziati verso una scoperta misteriosa.

Dopo una Settimana della Scienza straripante di eventi per grandi e piccini, per chiudere in bellezza, dopo domani, 25 settembre, i ricercatori ci aspettano per raccontarci della loro vita, del loro lavoro, del fascino della conoscenza e della scoperta. Tutto questo e molto di più è la Notte Europea dei Ricercatori, organizzata da Frascati Scienza e finanziata dalla Commissione Europea, giunta alla sua decima edizione. Anche quest’anno il tema è la sostenibilità e, consultando la miriade di attività previste, non mancano gli spunti riguardanti la diagnostica e la conservazione dei beni culturali.

Semplicemente iconica. Tornata in auge anche tra i non appassionati di storia dell'arte grazie a una serie televisiva dedicata ai più grandi mecenati di Firenze, la famiglia Medici: è la Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il duomo di Firenze, realizzata dall'architetto e scultore Filippo Brunelleschi. Purtroppo la salute dell'edificio sembra in parte cagionevole e, come per chiunque sia malato, è necessario svolgere alcuni esami per poter pianificare eventuali cure.

Come si può analizzare un dipinto straordinariamente famoso e importante senza che il pubblico del museo e, soprattutto le sue casse, ne risentano? Un’ottima risposta a questo quesito è stata data dai curatori del Mauritshuis, a L’Aia, in Olanda, lasciando sotto i riflettori La ragazza con l’orecchino di perla nel bel mezzo di un’approfondita campagna diagnostica.

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clark

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