Sapere Scienza

Sapere Scienza

Dopo una Settimana della Scienza straripante di eventi per grandi e piccini, per chiudere in bellezza, dopo domani, 25 settembre, i ricercatori ci aspettano per raccontarci della loro vita, del loro lavoro, del fascino della conoscenza e della scoperta. Tutto questo e molto di più è la Notte Europea dei Ricercatori, organizzata da Frascati Scienza e finanziata dalla Commissione Europea, giunta alla sua decima edizione. Anche quest’anno il tema è la sostenibilità e, consultando la miriade di attività previste, non mancano gli spunti riguardanti la diagnostica e la conservazione dei beni culturali.

Nello screening di patologie dell'apparato digerente, una delle fasi più fastidiose è l'ingestione del mezzo di contrasto, un liquido che è necessario assumere per rendere maggiormente visibili alcuni organi nell'ambito della diagnostica per immagini. Uno studio della University at Buffalo ha trovato un'alternativa, priva delle controindicazioni delle sostanze solitamente usate, in un cereale molto utilizzato dall'industria alimentare: l'orzo.

Vincent Van Gogh, come molti altri artisti, riutilizzava le tele di lavori oramai abbandonati per dipingervi sopra nuove opere. Ciò che è rimasto nascosto per anni agli occhi di storici dell’arte e studiosi rappresenta una finestra sulla genesi di tanti capolavori. Nell’immagine in evidenza possiamo ammirare “Il sentiero d’erba”, un olio su tela risalente al 1887 conservato nel Kröller-Müller Museum di Otterlo, nei Paesi Bassi. Dietro lo strato pittorico a noi visibile si nasconde un volto di donna simile alla “Testa di Donna” del 1884-85 dello stesso autore. Nel 2008, per curiosare al di là della superficie conosciuta, non sono state adoperate le usuali tecniche di imaging: gli scienziati si sono affidati alla fluorescenza a raggi X (XRF), applicata in una maniera un po’ particolare.

Il distinto signore indiano che vedete in foto ha vinto il Premio Nobel per la Fisica nel lontano 1930 per le sue ricerche riguardanti la diffusione della luce. Il suo nome è Venkata Raman e si deve a lui la scoperta dell’omonimo fenomeno fisico. Ancora tecniche diagnostiche, ancora storie di pigmenti. Oggi parliamo della spettroscopia Raman, una tecnica non distruttiva, superficiale (analizza strati spessi pochi micron, meno del diametro di un capello), basata sull’interazione radiazione-materia.

Non potevo ignorare la notizia della scorsa settimana riguardante alcuni studi effettuati sulla celebre Gioconda (o Monna Lisa): sembra infatti che dietro l’enigmatica donna che i numerosissimi visitatori del Museo del Louvre ammirano e fotografano si nasconda un altro soggetto femminile. A prescindere dalle riflessioni legate alla storia dell’arte, ho trovato curioso come i ricercatori non si fossero accorti prima delle opere nascoste dietro lo strato visibile. Da cosa è scaturita questa nuova rivelazione?

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clark

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