Sapere Scienza

Sapere Scienza

La paleontologia ha i suoi animali misteriosi, ma spesso questi misteri sono legati più a errori di interpretazione o, peggio, di descrizione dei paleontologi dinanzi a un fossile, che all’animale in sé. Forse uno dei casi più interessanti di animali spariti e poi ritrovati riguarda il Brontosauro, il dinosauro più famoso della storia (almeno dal punto di vista del nome)...

La paleopatologia è una branca della paleontologia che si occupa di studiare i segni di malattie, traumi e altri tipi di problemi nei fossili. Di recente è stato pubblicato un altro interessante articolo di paleopatologia che stavolta ha a che fare con un record: gli studiosi hanno infatti esaminato i resti fossili di un dinosauro carnivoro che ha subìto una notevole quantità di danni alle ossa ed è riuscito a sopravvivere nonostante tutto.

Una nuova specie di dinosauro erbivoro, gigantesca tra giganti, è stata scoperta in Patagonia, nella provincia argentina di Chubut. Nel 2011 un contadino del luogo si è imbattuto in alcuni resti molto strani di ossa e ha allertato i paleontologi del Museo Egidio Feruglio di Trelew che hanno portato alla luce lo scheletro di un dinosauro erbivoro enorme, probabilmente il più grande mai ritrovato.

Le uova degli uccelli sono una delle più straordinarie “invenzioni” dell’evoluzione: una piscina privata per gli embrioni, protetta da molte delle perturbazioni esterne. Tuttavia, molti uccelli hanno nidiaperti, nei quali le uova sono esposte alla vista di potenziali predatori. Il problema viene spesso risolto con una colorazionemimetica delle uova stesse, un carattere che aiuta anche gli appassionati e gli ornitologi a distinguere le specie semplicemente guardando un frammento di guscio. Per i dinosauri le cose invece non sono sempre così semplici. Solo dopo decenni di studi, e basandosi sulla microstruttura dei gusci e spesso sulla fortunata presenza di resti scheletrici all’interno delle uova, è stato possibile iniziare a definire chi avesse deposto quali uova; ma, come succede sempre nelle scienze, ogni risposta apre tante nuove domande. Come apparivano, dunque le uova dei dinosauri?

Fotogrammi di un mondo che non potremo mai visitare, istantanee affascinanti piene di colori, forme e vita. Questo è il frutto del lavoro di Davide Bonadonna, paleoillustratore. Artefice della coinvolgente mostra itinerante a tema preistorico “Dinosauri in Carne e Ossa”, vincitore di numerosi premi tra i quali il Lanzendorf Paleoart Award, riconoscimento internazionale della Society of Vertebrate Paleontology, ci ha raccontato la sua professione e l’importanza dell’arte come supporto alle scoperte scientifiche.

Tyrannosaurus rex è un nome noto anche a chi i dinosauri non li conosce proprio, ed è uno dei pochissimi nomi scientifici che i non addetti ai lavori conoscono per intero (genere e specie). Questo colossale carnivoro è anche uno dei dinosauri meglio conosciuti grazie al ritrovamento di oltre 50 scheletri, molti dei quali completi, e addirittura di resti di tessuti molli in almeno un esemplare (quasi sicuramente una femmina).

Il colore dei dinosauri è sempre stato oggetto di discussioni tra gli studiosi, soprattutto quando finalmente grazie ai fossili ritrovati in quello che viene definito Biota di Jehol, in Cina, i dominatori del Mesozoico sono stati finalmente “liberati” dall’etichetta di lucertole giganti, e sono stati accettati come animali per lo più piumati e colorati.

La storia della Terra è costellata di eventi catastrofici che hanno cambiato le condizioni ambientali sul nostro Pianeta. Il caso più famoso è la scomparsa dei dinosauri alla fine del Cretacico, circa 65 milioni di anni fa. L’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un mega impatto extraterrestre nella Penisola dello Yucatan in corrispondenza del famoso cratere di Chicxulub, che ha una superficie di oltre 25 chilometri quadrati.

Era un piccolo dinosauro con ali di pipistrello. Il teropode risalente al Giurassico, descritto sulla rivista Nature questa settimana, potrebbe essere alla base del ramo dell'albero genealogico dei dinosauri che ha portato poi alla comparsa degli uccelli.

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