Sapere Scienza

Sapere Scienza

Le uova degli uccelli sono una delle più straordinarie “invenzioni” dell’evoluzione: una piscina privata per gli embrioni, protetta da molte delle perturbazioni esterne. Tuttavia, molti uccelli hanno nidiaperti, nei quali le uova sono esposte alla vista di potenziali predatori. Il problema viene spesso risolto con una colorazionemimetica delle uova stesse, un carattere che aiuta anche gli appassionati e gli ornitologi a distinguere le specie semplicemente guardando un frammento di guscio. Per i dinosauri le cose invece non sono sempre così semplici. Solo dopo decenni di studi, e basandosi sulla microstruttura dei gusci e spesso sulla fortunata presenza di resti scheletrici all’interno delle uova, è stato possibile iniziare a definire chi avesse deposto quali uova; ma, come succede sempre nelle scienze, ogni risposta apre tante nuove domande. Come apparivano, dunque le uova dei dinosauri?

Uno dei più strani ritrovamenti del XX secolo, per quanto riguarda la paleontologia dei dinosauri, è costituito da un paio di enormi braccia, che furono scoperte in Mongolia e denominate nel 1970 Deinocheirus ("mano terrificante").

Fotogrammi di un mondo che non potremo mai visitare, istantanee affascinanti piene di colori, forme e vita. Questo è il frutto del lavoro di Davide Bonadonna, paleoillustratore. Artefice della coinvolgente mostra itinerante a tema preistorico “Dinosauri in Carne e Ossa”, vincitore di numerosi premi tra i quali il Lanzendorf Paleoart Award, riconoscimento internazionale della Society of Vertebrate Paleontology, ci ha raccontato la sua professione e l’importanza dell’arte come supporto alle scoperte scientifiche.

La paleontologia ha i suoi animali misteriosi, ma spesso questi misteri sono legati più a errori di interpretazione o, peggio, di descrizione dei paleontologi dinanzi a un fossile, che all’animale in sé. Forse uno dei casi più interessanti di animali spariti e poi ritrovati riguarda il Brontosauro, il dinosauro più famoso della storia (almeno dal punto di vista del nome)...

Da decenni un mistero circondava i fossili di anchilosauro, un dinosauro erbivoro corazzato: i suoi resti venivano spesso ritrovati a pancia all’aria. Gli scienziati si sono chiesti se fosse un caso o un’evidenza tafonomica da approfondire (la tafonomia è la scienza che studia i processi di trasformazione degli organismi dopo la morte, compresi quelli di fossilizzazione). Gli sviluppi di questa ricerca non sono stati affatto banali.

La storia della Terra è costellata di eventi catastrofici che hanno cambiato le condizioni ambientali sul nostro Pianeta. Il caso più famoso è la scomparsa dei dinosauri alla fine del Cretacico, circa 65 milioni di anni fa. L’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un mega impatto extraterrestre nella Penisola dello Yucatan in corrispondenza del famoso cratere di Chicxulub, che ha una superficie di oltre 25 chilometri quadrati.

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