Sapere Scienza

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Quello dell'estinzione dei dinosauri è un vero e proprio giallo. La prima risposta che solitamente si riceve per quanto riguarda la scomparsa di questi mitici animali, avvenuta circa 66 milioni di anni fa, vede come colpevole il devastante impatto con un asteroide (o cometa), avvenuto a Chicxulub, in Messico: il conseguente innalzamento di polveri e vapore avrebbe dato inizio a un lungo inverno, invivibile per la maggior parte delle specie presenti. L'asteroide ha tutte le carte in regola per essere considerato l'indiziato principale. Nello stesso intervallo di tempo, in India, da una intensa attività vulcanica, nascevano i Trappi del Deccan, che hanno seppellito la maggior parte del subcontinente sotto 2 chilometri di roccia lavica, basalto, rilasciando una gran quantità di gas nell'atmosfera, sostanze pericolose per la sopravvivenza delle forme di vita allora esistenti sul nostro pianeta.
Su Science sono stati di recente pubblicati due studi che dibattono sulle cause di quella che è chiamata estinzione K-T, due lavori dalle intenzioni discordanti che però presentano un prezioso punto in comune: un'ottima corrispondenza cronologica per la formazione dei Trappi del Deccan. Cerchiamo di capire insieme le novità sulla più celebre estinzione della storia della Terra.

La paleontologia ha i suoi animali misteriosi, ma spesso questi misteri sono legati più a errori di interpretazione o, peggio, di descrizione dei paleontologi dinanzi a un fossile, che all’animale in sé. Forse uno dei casi più interessanti di animali spariti e poi ritrovati riguarda il Brontosauro, il dinosauro più famoso della storia (almeno dal punto di vista del nome)...

Gemme preziose erano passate tra le mani di collezionisti sino ad arrivare presso l’American Museum of Natural History, dove i paleontologi hanno capito di trovarsi di fronte alle prove che dimostravano che 99 milioni di anni fa le zecche si annidavano tra le piume dei dinosauri per potersi nutrire del loro sangue.

La paleopatologia è una branca della paleontologia che si occupa di studiare i segni di malattie, traumi e altri tipi di problemi nei fossili. Di recente è stato pubblicato un altro interessante articolo di paleopatologia che stavolta ha a che fare con un record: gli studiosi hanno infatti esaminato i resti fossili di un dinosauro carnivoro che ha subìto una notevole quantità di danni alle ossa ed è riuscito a sopravvivere nonostante tutto.

La storia della Terra è costellata di eventi catastrofici che hanno cambiato le condizioni ambientali sul nostro Pianeta. Il caso più famoso è la scomparsa dei dinosauri alla fine del Cretacico, circa 65 milioni di anni fa. L’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un mega impatto extraterrestre nella Penisola dello Yucatan in corrispondenza del famoso cratere di Chicxulub, che ha una superficie di oltre 25 chilometri quadrati.

Secondo un nuovo studio, l'estinzione dei dinosauri ebbe una doppia origine: l'asteroide che colpì la Terra 66 milioni di anni fa accelerò infatti le eruzioni dei vulcani in India per centinaia di migliaia di anni. Queste due catastrofi globali, insieme, causarono l'estinzione delle specie animali marine e di terra, dinosauri inclusi.

Se ancora siete tra quelli che immaginano i dinosauri come lente e impacciate lucertole dalle tinte smorte, l’ultima scoperta dei ricchissimi strati cinesi vi farà probabilmente cambiare idea. Si sospettava da decenni che i dinosauri fossero colorati - per tutta una serie di ragioni - ma recenti studi su penne e piume intrappolate nell’ambra hanno cominciato ad aprire una finestra sul loro mondo di sfumature e oggi sappiamo che le penne che ricoprivano i carnivori erano iridescenti e colorate.

Essere grandi e grossi, si sa, ha i suoi vantaggi. È più difficile diventare la preda di qualcuno e, se siete un predatore, è più facile trovare prede e difenderle da chi vuole rubarle. Le grandi dimensioni però non portano solo benefici: scheletro e muscoli devono essere modificati per sostenere il peso e permettere all'animale di muoversi; ci sono dei limiti alle dimensioni (soprattutto sulla terraferma), e l'energia richiesta per "funzionare" è più elevata. Inoltre, fa caldo. Sì, più grosso è un animale, più produce calore, e deve escogitare sistemi per raffreddarsi.

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petrocelli

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