Sapere Scienza

Sapere Scienza

L'archeologia non è solo grandiosi monumenti, romantici ruderi e preziosi reperti. Molto spesso è necessario "pescare nel torbido" per cercare di ricostruire il nostro passato e, in un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B - Biological Sciences, è stato fatto letteralmente: le feci conservate in latrine medioevali hanno protetto sino ai giorni nostri le uova di alcuni parassiti che avevano infestato la gente del tempo. Ma cosa ci possono dire questi fastidiosi compagni delle società vissute secoli fa?

Non cambiare nel corso di centinaia di anni. È ciò che è riuscito a fare un virus nascosto in un corpo trattato per esistere per sempre. Se siete curiosi di scoprire di cosa sto parlando, continuate a leggere il post di oggi.

Il titolo del post di oggi riprende il nome di un documentario dedicato a questo essere leggendario. Altrimenti conosciuto come “l’abominevole uomo delle nevi”, lo yeti domina da decenni (anche se le prime notizie sembrano risalire addirittura a 400 anni fa) le fantasie degli escursionisti e dei semplici curiosi a caccia di misteri. I presunti resti di questo mostro – ossa, denti, peli, frammenti di pelle e anche escrementi – conservati da collezionisti o in musei sono serviti a svelare l’arcano.

Non solo battaglie, violenza e conflitti basati sulla religione. Le crociate hanno qualcosa in più da raccontarci, grazie al primo studio genetico effettuato sui resti di soldati ritrovati in un sito archeologico libanese. Emerge un nuovo frammento di storia che descrive una convivenza tra occidentali e orientali sfociata in relazioni e figli.

“Cantami, o Diva, del pelide Achille/l’ira funesta che infiniti addusse lutti/agli Achei...”. Inizia così il mitico poema di Omero, l’Iliade, che racconta le vicende legate alla guerra di Troia e le gesta di eroi quali Achille e Ulisse. Quando si parla delle origini della civiltà greca, mito, letteratura e storia si fondono in un intreccio stretto, molto difficile da sciogliere.

Nuove notizie giungono dalla grotta di Denisova, sui monti Altai, in Siberia meridionale. I ricercatori dell'Università di Oxford, in collaborazione con gruppi multidisciplinari di studiosi provenienti da Regno Unito, Russia, Australia, Canada e Germania, hanno finalmente pubblicato i risultati di una serie di analisi cronologiche e genetiche effettuate sui campioni raccolti in quello che è conosciuto come l'unico luogo nel mondo a essere stato occupato da Denisoviani e Neanderthal in differenti intervalli di tempo. La ricerca è descritta in due articoli pubblicati su Nature.

Le balene sono animali fortemente minacciati: due esempi sono la balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis), vittima della caccia a fini commerciali, e la balena grigia (Eschrichtius robustus), scomparsa per ragioni ancora poco chiare. Una storia di sopravvivenza che potrebbe aver avuto luogo anche in tempi e luoghi inaspettati: nel Mediterraneo, in epoca pre-romana e romana.

Immaginare un mondo in cui una donna possa mostrare la propria forza fisica – o capacità solitamente riconosciute agli uomini - ha sempre affascinato molti. Lo dimostra il successo di personaggi come Xena, la principessa guerriera, o, più recentemente, Brienne di Tarth nella seguitissima serie televisiva Game of Thrones. Un recente studio sembra aver trovato le prove dell’esistenza di una donna guerriera nelle file dei vichinghi vissuti in Svezia tra l’VIII e il X secolo d.C. L’intera vicenda sviluppatasi intorno a questa ricerca riserva delle interessanti sorprese.

clark

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