Sapere Scienza

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Sembravano essere arrivate notizie incoraggianti dalla Luna: pochi giorni fa erano germogliate per la prima volta delle piante sul nostro satellite. Semi di cotone custoditi in una piccola serra, parte di uno degli esperimenti legati alla missione Chang'e-4. Purtroppo, con il calare delle temperature, i piccoli vegetali non sono sopravvissuti al freddo.

Sono sempre intorno a noi, anche se non ce ne accorgiamo. Passerotti, colombi, gazze, gabbiani. Questi sono solo alcuni degli uccelli che ci fanno compagnia quotidianamente. Negli Stati Uniti, la National Audubon Society insieme a National Geographic, BirdLife International e The Cornell Lab of Ornithology, ha dichiarato il 2018 “Anno degli Uccelli”: saranno 12 mesi dedicati a queste incredibili creature, al nostro rapporto con loro, al loro ruolo in natura e a come proteggerli.

Quante volte ci sarebbe piaciuto osservare il cielo stellato nelle calde serate estive e ci siamo accorti che l’illuminazione artificiale ci impediva di godere di questo spettacolo? L’inquinamento luminoso, che noi percepiamo soprattutto in situazioni come quella appena descritta, riveste un ruolo molto più esteso, con conseguenze che non possiamo sottovalutare.

Lo calpestiamo, lo associamo allo sporco, lo diamo per scontato non conoscendone le importanti funzioni: è il suolo, quello strato superficiale formatosi grazie all’alterazione, per opera di agenti atmosferici e organismi viventi, della superficie rocciosa della crosta terrestre. Quella che a noi sembra polvere, brulica di esseri impossibili da osservare a occhio nudo, il cui studio potrebbe ritornare molto utile. Ecco perché un team di ricercatori ha pubblicato il primo atlante mondiale delle specie batteriche presenti nel suolo.

clark

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