Sapere Scienza

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La Sicilia ha dovuto affrontare una situazione di emergenza proprio in corrispondenza delle festività natalizie. Tutto è iniziato da una suggestiva colonna di fumo innalzatasi dall'Etna alla vigilia di Natale ma pochi giorni dopo è arrivato un violento terremoto che ha provocato danni e feriti. Cosa è successo al vulcano siciliano?

Le immagini raccolte dai droni, oltre a essere spesso suggestive, rivestono una grande utilità nello studio del paesaggio. Lo sanno bene gli scienziati dell'INGV -Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell'Università Blaise Pascal di Clermont Ferrand (Francia) che, con un sistema combinato drone-fotogrammetria, hanno ricostruito un modello tridimensionale e ad alta risoluzione del campo lavico del fianco occidentale dell'Etna, risalente al 1974. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Bulletin of Volcanology, mostra come le nuove tecnologie possano migliorare lo studio della struttura superficiale delle colate laviche e il monitoraggio di eruzioni effusive.

Quante volte abbiamo sentito dire da qualche nostalgico "si stava meglio quando si stava peggio", riferendosi al - percepito ma non reale - peggioramento della qualità di vita, tra malattie, inquinamento e cambiamenti climatici in atto? Trascurando le condizioni medie in cui versavano i nostri predecessori, c'è stato realmente un annus horribilis: è il 536. Come lo sappiamo? Grazie a fonti storiche e alle preziose informazioni conservate nei ghiacciai.

Il vulcano Calbuco, in Cile ha eruttato per ben due volte nelle ultime 24 ore. All'eruzione di mercoledì, che aveva scatenato il panico, è seguita quella del giorno dopo e attualmente, secondo dati ministeriali, in alcuni luoghi si è registrata una copertura con uno strato di cenere di circa 60 centimetri.

tirelli

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