Sapere Scienza

Sapere Scienza

È una strana resurrezione quella del rallo di Cuvier (Dryolimnas cuvieri), un uccello dell'Oceano Indiano incapace di volare. La scienza la chiama evoluzione iterativa ed è l'evoluzione ripetuta di strutture simili o parallele a partire da uno stesso antenato ma in tempi diversi. Questo fenomeno non è nuovo in biologia, infatti era già stato osservato, ad esempio, nelle ammoniti, molluschi scomparsi del tutto verso la fine del Mesozoico. Negli uccelli, però, è la prima volta che le medesime caratteristiche di una specie estinta sono tornate "in vita". Come è accaduto e come hanno fatto gli scienziati a capirlo?

Evolutionwatch, un orologio evolutivo per rivelare il numero di mutazioni in un determinato intervallo di tempo subite da una pianta selvatica. Questo studio, che ha permesso di osservare l’evoluzione in azione, è stato svolto dagli scienziati del Max Planck Institute for Developmental Biology. L’oggetto della ricerca è stato una piccola pianta che è ormai da molto tempo amica dei genetisti: l’Arabidopsis thaliana.

Scoprire una nuova specie di ominini (la sottofamiglia di ominidi di cui fa parte la nostra specie, Homo sapiens) è un evento che riceve sempre il massimo dell’attenzione mediatica, dato che rivela un altro pezzo del quadro della nostra evoluzione.

Il gatto domestico è tra i più comuni co-abitanti delle nostre case. Le prime tracce di convivenza tra gatti e uomini risalgono a 9500 anni fa, poco dopo la costituzione delle prime comunità di agricoltori. Ma quali segni hanno lasciato quasi diecimila anni di addomesticamento sul genoma dei felini? Uno studio sulla rivista PNAS inizia a identificare e decifrare queste impronte, che potranno indicarci i percorsi evolutivi della coabitazione tra uomini e specie animali... e non solo! 

L’evoluzione di vertebrati complessi - come i serpenti - è da tanto tempo argomento di studi e dibattiti, ma solo grazie alle evidenze fossili possiamo avere un quadro sempre migliore di quanto accaduto.

La semplice osservazione dello scheletro di un serpente moderno non può che farci meravigliare: si tratta infatti di uno dei vertebrati più incredibili dal punto di vista delle modifiche al “piano strutturale di base” su cui tutti gli animali dotati di cranio sono modellati.

Se ancora siete tra quelli che immaginano i dinosauri come lente e impacciate lucertole dalle tinte smorte, l’ultima scoperta dei ricchissimi strati cinesi vi farà probabilmente cambiare idea. Si sospettava da decenni che i dinosauri fossero colorati - per tutta una serie di ragioni - ma recenti studi su penne e piume intrappolate nell’ambra hanno cominciato ad aprire una finestra sul loro mondo di sfumature e oggi sappiamo che le penne che ricoprivano i carnivori erano iridescenti e colorate.

Pagina 1 di 3

petrocelli

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.