Sapere Scienza

Sapere Scienza

La criptozoologia insegue yeti, chupacabras o, peggio ancora, presunti alieni? Niente di tutto  questo. Cominciamo a sgombrare il campo dagli equivoci: la criptozoologia, in sintesi, si occupa di studiare gli animali prima che vengano ufficialmente descritti dalla zoologia.

Anche in questo appuntamento con Scienza e beni culturali, la nostra attenzione sarà rivolta alla ricostruzione 3D di un cranio. No, non parleremo ancora di paleopatologia. Scopriremo, invece, quanto l’espressività del volto dei nostri antenati possa aver giocato un ruolo nella nostra evoluzione. È il caso di dirlo: uno sguardo può fare la differenza.

Scoprire una nuova specie di ominini (la sottofamiglia di ominidi di cui fa parte la nostra specie, Homo sapiens) è un evento che riceve sempre il massimo dell’attenzione mediatica, dato che rivela un altro pezzo del quadro della nostra evoluzione.

Le teorie sull'evoluzione della Terra hanno sempre oscillato tra l’attualismo, che vede nel lento trascorrere del tempo la chiave per capire la potenza dei processi geologici, e il catastrofismo, che riconosce al succedersi di eventi eccezionali (inondazioni, cataclismi, impatti extraterrestri) un ruolo fondamentale a dispetto della loro minore frequenza.

Con le loro lunghe zampe, e soprattutto il lunghissimo collo, le giraffe sono i più alti animali terrestri. Le ammiriamo sin da bambini, ma forse non ci siamo mai soffermati sulle notevoli sfide “esistenziali” che la loro struttura corporea comporta.

Look for the girl with the sun in her eyes / And she's gone/ Lucy in the sky with diamonds. Le note della celebre canzone dei Beatles risuonavano nelle notti etiopi del 1974. Un team di ricercatori trascorreva i momenti di riposo parlando e ascoltando musica, non sapendo che prestissimo si sarebbero trovati davanti a una grande scoperta. Un osso di un braccio, un altro frammento e un altro ancora. Erano i resti di una femmina di australopiteco, vissuta 3,2 milioni di anni fa, un fossile quasi completo di ominide che gli studiosi decisero di soprannominare proprio Lucy, in omaggio al brano dei Fab 4. A 42 anni da questo straordinario ritrovamento, nuova luce è stata fatta sulle cause della sua morte.

Se ancora siete tra quelli che immaginano i dinosauri come lente e impacciate lucertole dalle tinte smorte, l’ultima scoperta dei ricchissimi strati cinesi vi farà probabilmente cambiare idea. Si sospettava da decenni che i dinosauri fossero colorati - per tutta una serie di ragioni - ma recenti studi su penne e piume intrappolate nell’ambra hanno cominciato ad aprire una finestra sul loro mondo di sfumature e oggi sappiamo che le penne che ricoprivano i carnivori erano iridescenti e colorate.

Questa settimana il nostro appuntamento è dedicato all’applicazione dell’ESR (Electron Spin Resonance – Risonanza di Spin Elettronico). Nel precedente post abbiamo cercato di capire quali fossero le caratteristiche principali di questo metodo di datazione e quest’oggi vedremo il suo contributo allo studio dell’evoluzione dell’Uomo.

 

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tirelli

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