Sapere Scienza

Sapere Scienza
Look for the girl with the sun in her eyes / And she's gone/ Lucy in the sky with diamonds. Le note della celebre canzone dei Beatles risuonavano nelle notti etiopi del 1974. Un team di ricercatori trascorreva i momenti di riposo parlando e ascoltando musica, non sapendo che prestissimo…
La missione di Tara Oceans ha esplorato le profondità degli oceani per studiare il mondo del plancton, costituito da protisti, virus, batteri, microalghe, microcrostacei, larve, che popolano le acque trascinati dalle correnti. Ecosistemi vastissimi che hanno modellato la nostra atmosfera nei 2-3 miliardi di anni passati, riducendo la CO2 e…
Scoprire una nuova specie di ominini (la sottofamiglia di ominidi di cui fa parte la nostra specie, Homo sapiens) è un evento che riceve sempre il massimo dell’attenzione mediatica, dato che rivela un altro pezzo del quadro della nostra evoluzione.

È una strana resurrezione quella del rallo di Cuvier (Dryolimnas cuvieri), un uccello dell'Oceano Indiano incapace di volare. La scienza la chiama evoluzione iterativa ed è l'evoluzione ripetuta di strutture simili o parallele a partire da uno stesso antenato ma in tempi diversi. Questo fenomeno non è nuovo in biologia, infatti era già stato osservato, ad esempio, nelle ammoniti, molluschi scomparsi del tutto verso la fine del Mesozoico. Negli uccelli, però, è la prima volta che le medesime caratteristiche di una specie estinta sono tornate "in vita". Come è accaduto e come hanno fatto gli scienziati a capirlo?

Con le loro lunghe zampe, e soprattutto il lunghissimo collo, le giraffe sono i più alti animali terrestri. Le ammiriamo sin da bambini, ma forse non ci siamo mai soffermati sulle notevoli sfide “esistenziali” che la loro struttura corporea comporta.

Un reperto incredibilmente completo, rinvenuto in Etiopia, che potrebbe riscrivere la storia dei nostri lontani antenati, gli australopitechi. È un cranio di Australopithecus anamensis di 3,8 milioni di anni fa, un predecessore della più famosa Lucy, piccola esemplare di Australopithecus afarensis. Abbiamo scritto "predecessore" ma potremmo in parte sbagliarci: proprio questa scoperta potrebbe dimostrare che le due specie di australopitechi sono convissute per un certo periodo. Come è avvenuto questo ritrovamento e perché è così importante per ricostruire la storia dell'evoluzione umana?

La criptozoologia insegue yeti, chupacabras o, peggio ancora, presunti alieni? Niente di tutto  questo. Cominciamo a sgombrare il campo dagli equivoci: la criptozoologia, in sintesi, si occupa di studiare gli animali prima che vengano ufficialmente descritti dalla zoologia.

Una nuova ricerca ha mostrato come maschi e femmine di una stessa specie possano avere caratteristiche così diverse da impedire ad altre specie di evolvere e colonizzare habitat. Così l’analisi di un dimorfismo sessuale molto accentuato può aggiungere nuove conoscenze alle teorie elaborate da Charles Darwin, riguardanti le modalità con cui la selezione naturale guida l’evoluzione della biodiversità.

Anche in questo appuntamento con Scienza e beni culturali, la nostra attenzione sarà rivolta alla ricostruzione 3D di un cranio. No, non parleremo ancora di paleopatologia. Scopriremo, invece, quanto l’espressività del volto dei nostri antenati possa aver giocato un ruolo nella nostra evoluzione. È il caso di dirlo: uno sguardo…
Pagina 1 di 3

grandivoci 3 col

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.