Sapere Scienza

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E’ di nuovo in circolazione l’idea di realizzare il “Ponte sullo Stretto”, un tormentone che viene riproposto periodicamente e che suscita dibattiti interminabili tra varie fazioni su aspetti diversi, che vanno dalla fattibilità dell’opera alla sua reale necessità in un territorio che soffre annosi e irrisolti problemi infrastrutturali. Tralasciando per un attimo gli aspetti politici, economici e sociologici della questione, cerchiamo di analizzare il contesto geologico sul quale il ponte dovrebbe essere realizzato.

Lo Stretto di Messina è un’area cruciale dal punto di vista geologico, perché qui, nel centro del Mare Mediterraneo, diversi sistemi di faglie provocano terremoti, frane sottomarine e vulcanesimo. E’ una zona di svincolo, una sorta di “perno” che assorbe i movimenti relativi delle due grandi placche litosferiche Africana e Eurasiatica, ormai arrivate a collisione dopo essere state a lungo separate dall’antico oceano della Tetide, quasi completamente scomparso sotto le dorsali montuose degli Appennini e delle Alpi.

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